FIUMICINO È stata ritrovata a Fiumicino, dopo trentasei anni di ricerche, la statua della Principessa rubata nel Museo civico di Falerone. La notte di Capodanno del .1968 le teche con i reperti archeologici della cittadina in provincia di Ascoli Piceno vennero svuotate. Seguendo la pista dei mercanti clandestini d'arte la guardia di finanza ha recuperato il tesoro dei Cesari e ha denunciato per violazione delle leggi di tutela del patrimonio artistico e archeologico G.B., 53 anni, romano, ex-impiegato Asl. In casa il collezionista nascondeva duecento statue, monete, vasi, monili, strumenti chirurgici della Roma repubblica e imperiale. Oltre a una decine di icone bizantine su legno del XIII e XIV secolo raffiguranti Cristo e la Vergine Maria, tredici fucili e pistole con ornamenti in rame sbalzato della Francia napoleonica e del Risorgimento italiano. Armi in perfetto stato, in grado di sparare. Un milione di euro, secondo una prima stima, il valore degli oggetti recuperati. La testa in marmo della principessa di una nobile famiglia imperiale romana avrebbe dovuto essere venduta per 40mila euro. Il compratore era già stato trovato, a Fiumicino. Dove G.B. si è recato l'altra sera in auto per consegnarla. Gli investigatori del comando provinciale delle Fiamme Gialle e quelli del Gruppo Ostia, coordinati dal tenente colonello Francesco Tu-disco, che stavano indagando da diverse settimane nel settore degli scavi clandestini, hanno fermato l'ex-impiegato per un controllo e hanno perquisito la vettura. Dal bagagliaio, occultato sotto una coperta, è saltato fuori il busto della Principessa di Falerone. Da 36 anni ricercata in Italia e all'estero. Da quando, nella notte tra il 31 dicembre 1967 e il primo gennaio 1968, scomparve dal Museo civico della cittadina marchigiana. Ritrovati pure preziosi busti raffiguranti divinità e personaggi femminili della Roma patrizia, utensili per la casa, una bilancia dell'epoca repubblicana e gli strumenti con cui i chirurghi dei Cesari tentavano di curare i pazienti.