Proposta Cgil per rilanciare il settore dell'illuminazione: «Appello a imprenditori e Politecnico» LECCO Ai tempi d'oro delle lampadine ad incandescenza alla Leuci di Lecco lavoravano 700 persone, una catena di montaggio che produceva annualmente oltre 140 milioni di lampade. Oggi in quella stessa azienda di via XI Febbraio vengono prodotte a fatica 20 milioni di lampadine e i dipendenti presto diventeranno 85. Chi si sta battendo contro il lento spegnimento di questa azienda e della sua lunga esperienza, sono i lavoratori stessi ed il sindacato, che a tal proposito lanciano la proposta di realizzare un Polo di Ricerca dell'Illuminazione, coinvolgendo le numerose imprese del territorio che si occupano di apparecchi illuminanti e il Politecnico di Milano sede di Lecco. Si tratta di un progetto solo abbozzato, ma sul quale la Camera del Lavoro di Lecco è pronta ad investire: «Si tratta di un'idea da concretizzare ? spiega il segretario generale Alberto Anghileri -, indispensabile da concretizzare se vogliamo che l'esperienza di questa grande industria rimanga sul territorio. Siamo consapevoli che le lampade ad incandescenza non sono al passo con i tempi, che questo genere di produzione in Europa, dove sono state bandite perché troppo inquinanti, è destinato ad estinguersi, e per questo bisogna spostare l'attenzione sulle nuove frontiere dell'illuminazione a basso consumo». E ancora: «Gli spazi resi disponibili all'interno della fabbrica Leuci potrebbero diventare dei laboratori, dei centri di ricerca, utili allo sviluppo di nuove tecnologie». In provincia non c'è solo Leuci ad occuparsi di luce artificiale, ma moltissime altre realtà di rilievo, come la Stucchi di Olginate e la Erc di Calolziocorte. Inoltre da circa un anno alcune imprese artigiane del territorio, associate alla Confartifianato stanno progettando i lampioni stradali Led, che si alimentano ad energia solare e sono autopulenti, consentendo un notevole risparmio energetico ed economico nella manutenzione delle stesse lampade. Questo progetto ha già ricevuto un finanziamento da parte della Regione Lombardia ed è pronto a passare dalla progettazione alla concretizzazione. «Il futuro in questo settore sta nella realizzazione di prodotti con fonti di illuminazione non inquinanti. Ma nessun imprenditore è pronto ad investire in questa direzione, noi siamo pronti a lanciare questa proposta, a dare il nostro contributo per realizzare un polo di ricerca dell'illuminazione, cercando di coinvolgere il Politecnico e i centri di ricerca locale. Serve tuttavia un investimento da parte delle imprese locali che vogliono crescere». Insomma, un modo per rilanciare un settore industriale che ha fatto la nostra del nostro territorio ma che, nel frattempo, è destinato all'oblio. Evitando nel contempo che quella storica azienda, insediata a largo Caleotto da sempre, diventi l'occasione ghiotta per una speculazione urbanistica, destinata a lasciare ben poche conseguenze produttive alla città. Il tutto con la "mediazione", per così dire, e la grande professionalità tecnica del Politecnico di Lecco che potrebbe avere un centro di ricerca specializzato a disposizione delle imprese stesse. Una scommessa difficile, per una città in profonda trasformazione. C'è qualcuno disposto a raccoglierla? Gloria Riva
LIGURIA - Leuci, insieme per un polo di ricerca
Il sindacato Cgil ha lanciato una proposta per rilanciare il settore dell'illuminazione in Italia. Il progetto prevede la creazione di un Polo di Ricerca dell'Illuminazione, coinvolgendo imprese locali e il Politecnico di Milano. La proposta è stata presentata in seguito all'annuncio che la grande azienda Leuci, che produce lampade ad incandescenza, potrebbe chiudere la sua fabbrica a Lecco. Il sindacato sostiene che le lampade ad incandescenza sono inquinanti e che è necessario spostare l'attenzione sulle nuove frontiere dell'illuminazione a basso consumo. Il progetto prevede anche l'utilizzo degli spazi della fabbrica Leuci come laboratori e centri di ricerca.
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