La Provincia dice no alla variante per la trasformazione degli appartamenti in alberghi San Benedetto Per la variante all'articolo 29, che riconosce premi volumetrici a coloro che trasformano il residenziale in ricettivo, è tutto da rifare. La sentenza arriva dalla Provincia. Ancora una volta una frenata di arresto nel percorso avviato dall'amministrazione comunale per ridare ossigeno all'imprenditoria alberghiera. Tale variante è stata realizzata al fine di contrastare il fenomeno che negli ultimi anni ha visto molti hotel trasformati in residence o addirittura in appartamenti. Da qui tale atto con il quale si va a premiare, attraverso un raddoppio dell'indice fondiario, le strutture che da residenziali diventano ricettive. Un caso esemplare a San Benedetto lo abbiamo avuto con la società Verdemare che ha trasformato la Villa Marconi di tre piani in un hotel a sei piani. Ora è arrivato però lo stop della Provincia. Il problema è rappresentato dal mancato passaggio della delibera in consiglio comunale, dal momento che l'approvazione sarebbe stata data solo attraverso un atto dirigenziale andando contro le normative urbanistiche. Al riguardo lo scorso 30 dicembre il dirigente del settore Urbanistica della Provincia Ivano Pignoloni ha inviato una lettera al sindaco Gaspari nella quale si fa notare, innanzitutto come l'iter seguito finora non fosse del tutto rispettoso della normativa, ma soprattutto come la variante non può considerarsi vigente, mancando l'approvazione finale di competenza del Consiglio comunale, successivo all'acquisizione del parere da parte della Provincia. Di conseguenza essendo scaduto il termine dei 90 giorni, entro il quale l'assise comunale avrebbe potuto approvare la delibera, il Comune, stando alla Provincia, dovrebbe procedere alla rielaborazione del Piano. Quindi sarebbe da ripartire daccapo. A denunciare quanto accaduto l'assessore provinciale al Turismo Bruno Gabrielli, il quale fa notare come si sia ancora una volta di fronte a un errore tecnico in campo urbanistico. "Poi saremmo noi gli incapaci? chiede Gabrielli riprendendo una critica che giorni fa il sindaco ha rivolto alla minoranza siamo di fronte a un'urbanistica affrontata a tentativi. La stessa improvvisazione che ritroviamo nella maxi variante in corso d'opera". Questo appare solo l'epilogo di un iter che ha riguardato la variante all'articolo 29 che è stato alquanto travagliato. Prima la Provincia aveva fatto obiezione sul fatto che i piani particolareggiati potevano essere solo di iniziativa pubblica, mentre il Comune contemplava anche il privato. Da qui la richiesta di sospensione dei termini da parte del Municipio all'ente subordinato in attesa del giudizio della Regione, nel frattempo lo scorso ottobre il dirigente comunale Germano Polidori ha proceduto ad approvare la variante, senza dare risposte alle osservazioni della Provincia, ma prendendo a prestito il formarsi del silenzio assenso. A questo punto la missiva a firma del dirigente ascolano Pignoloni che pone cartellino rosso all'intera variante. Da definire, ora, quanto tale parere della Provincia sia vincolante, dal momento che si è più volte ripetuto come la Provincia abbia solo un ruolo di coordinamento e non di controllo nell'urbanistica.