Intervento in 2 fasi sull'expò il sindaco: non subirà ritardi «In caso contrario gli investitori penseranno alle opere pubbliche» Un mese per sciogliere gli ultimi accorgimenti su materiali, tempi, urbanizzazione, investimenti e poi l'operazione outlet metterà le fondamenta in quel di Lavoria. Intanto è la questione della cosiddetta "parte pubblica", quella legata alla realizzazione dell'expò permanente per la promozione del territorio, a tenere banco. Non solo tra i velluti crespinesi, ma anche nei corridoi di tutti quei Comuni limitrofi a Crespina che hanno aderito al progetto, con tanto di convenzione. «Diciamo che sul polo fieristico l'intenzione degli investitori è quella di andare avanti con gli impegni presi, è ancora aperta la discussione rispetto ai tempi», spiega il sindaco Thomas D'Addona. E' appena uscito da un nuovo faccia a faccia con Francesco Casprini, il presidente di Crespina investimenti, la cordata di imprenditori che mette il cash nell'intero intervento. Gli aspetti da riformulare, dopo la riduzione di metratura imposti dalla Regione - invece dei 15mila iniziali ne sancisce 10mila, almeno nella prima fase - sono tanti. Anche se è serrato il pressing degli investitori su Firenze, per strappare la garanzia politica di avere l'integrazione dei metri quadri rimasti fuori per entrambi i progetti, nella prossima programmazione triennale per la grande distribuzione 2011-2013. In questa fase quindi, si cerca di mettere a fuoco le priorità. Cosa fare prima e cosa dopo, in soldoni. Per questo il sindaco Thomas D'Addona spinge affinché la realizzazione del maxi expò sia inserita nella prima fase di costruzione, che dovrebbe cominciare la prossima primavera (con la previsione di un pre-opening natalizio per le feste del 2011) e concludere l'intero business che vale 70milioni di euro per l'estate del 2012. «Diciamo che gli accordi presi nella convenzione iniziale restano fermi, se gli investitori faranno slittare dalla prima alla seconda fase la realizzazione del polo fieristico, penseranno loro alle opere pubbliche», spiega. La partita è tutta da giocare. «Diciamo che se la prima e la seconda fase di intervento saranno consequenziali, come ci auspichiamo, non ci sarà alcun ritardo tra la parte commerciale dell'outlet e quella pubblica. Se ci fosse un po' di distacco tra l'inizio lavori e l'integrazione dei metri quadri da parte della Regione, tanto da far ritardare l'expò, alcuni interventi urbanistici saranno a carico degli investitori e non del Comune». Secondo il piano il polo fieristico sarà composto da una sala convegni di circa 250 posti (500 mq) con annesse salette private, una piazza che mette in comunicazione l'outlet village col polo espositivo suddetto, una torre civica che ospiterà alcuni uffici e punti di informazione, fondi e porticati in muratura per circa 1500 mq destinati all'esposizione dei prodotti tipici e alla promozione del territorio. Ci sarà un parco di circa 25mila mq con tensostrutture e gazebo, per fiere ed expò. Appoggiano il progetto i Comuni di Lari, Lorenzana, Fauglia, Cascina e Collesalvetti, pronti a mettere in vetrina le loro primizie.