È tornato a Trieste dopo tre anni, per una ri-nomina che lì per lì non ha perfettamente gradito. Stava bene a Brescia, Mantova, Cremona, in quella sua Lombardia dove ha famiglia, casa, un figlio di sette anni, dove le pratiche paesaggistiche si azzuffavano sul tavolo, in 15 giorni una montagna alta così, perché l'edilizia lì è rampante, l'economia ancora frenetica, invece qui a Trieste nei 15 giorni delle sue vacanze natalizie sono planati due o tre smilzi fascicoli quasi invisibili sul tavolone lungo del suo studio in Soprintendenza. Di pomeriggio, impiegati assenti, portone chiuso, luci bassissime, ombre fumose su una tappezzeria nobile ma consumata, in quel palazzo Economo dove la bellezza dello stile neogreco ha una forte patina di invecchiamento, Luca Rinaldi, neosoprintendente ai beni architettonici e paesaggistici con competenza sul territorio regionale, riflette prima di tutto sullo stato delle cose in generale. Di Trieste poco c'è da dire, perché «da tre anni, da quando me ne sono andato, non mi pare che sia successo niente» dice. Lei è stato nuovamente designato a Trieste, la prima volta era arrivato nel 2006 per andar via nel 2007. Crede che resterà, adesso? E stato un periodo difficile, per questa Soprintendenza, in cinque anni nove soprintendenti. Io per adesso sono qui, ma è a marzo che il quadro si farà pi chiaro. Va in pensione il direttore regionale Roberto Di Paola, ma come lui l'amministrazione pensionerà tanti altri soprintendenti in Italia. Si apriranno molte posizioni, dunque. Ci sarà un altro giro di poltrone. A Trieste un po' troppe, soprintendenti a tempo parziale che sono rimasti anche per un mese solo. E questo il segno del declassamento che hanno subito gli uffici statali dei Beni culturali in Friuli Venezia Giulia? Il Friuli Venezia Giulia è stato recentemente classificato di seconda fascia retributiva, è vero, è stato valutato che il lavoro che si fa in questi uffici è meno impegnativo, io francamente non la vedo in questo modo, il Friuli è storicamente una sede prestigiosa. La valutazione è stata fatta comunque sulla base di parametri oggettivi: la grandezza del territorio, il numero di abitanti, la quantità di pratiche di tutela del patrimonio, il numero di beni vincolati, la presenza di siti Unesco, eccetera. La differenza sta alla fine nello stipendio dei dirigenti, circa ottomila euro lordi in meno all'anno. Sono dati pubblici, i nostri stipendi sono pubblicati sul sito del ministero. Per lei è stato un dispiacere. Ci sono state polemiche sul mio trasferimento, ma non hanno riguardato la mia persona, soprattutto invece il nuovo assetto previsto per gli uffici della Lombardia e del Veneto, che presenta in effetti alcune criticità. Per quanto mi riguarda dopo otto anni a Brescia era legittimo pensare a un avvicendamento. Qui in compenso, avendo competenza estesa all'intera regione, abbiamo rapporto diretto con le istituzioni e cop la stessa Regione. E vero che questa Soprintendenza è ridotta all'osso per organico, per fondi, perfino per materiali d'ufficio come recentemente denunciato? Per quanto riguarda i funzionari non è vero. Ci sono qui 11 architetti, a Brescia ne avevo 6 e il lavoro era due o tre volte tanto. E perché allora si denuncia la scarsità di personale? Vi sono piante organiche che non riflettono le esigenze dei singoli territori. Ci furono periodi in cui furono immessi con procedure speciali decine e decine di architetti in piccole regioni. Se poi il numero cala dicono che l'organico è carente. Ma rispetto a che cosa? Qui furono rinforzati gli organici dopo il terremoto del 76, la Soprintendenza svolse allora un lavoro importante e di alto profilo, ma dire adesso che manca il 40 di architetti che cosa significa? Il problema è un altro. Io ho 52 anni e qui sono il pi giovane. La media è di 55 anni e non c'è ricambio. Questo è il vero dramma. E quando andranno in pensione tutti assieme? Chi lo sa. O si faranno concorsi, o co mandi. Le alternative sono poche. A Brescia ad esempio ho fatto convenzioni con l'Ordine degli Architetti e con l'Università, per la presenza di stagisti, persone giovani, intelligenti, piene di entusiasmo, e tutti dopo il nostro stage hanno trovato lavoro nel campo del restauro, del recupero architettonico, e hanno continuato a collaborare con la Soprintendenza. Una bella cosa, che penso di proporre anche a Trieste. Il direttore Di Paola è stato un esplicito interlocutore dell'amministrazione comunale e anche della città, al contrario di suoi predecessori ha scelto la via della comunicazione. E ha fatto bene. Sono per la trasparenza della nostra azione. La direzione in passato, forse per il frenetico andirivieni dei soprintendenti, ha svolto un po' anche il loro ruolo. La direzione regionale ha piuttosto una funzione di raccordo e di indirizzo del lavoro dei soprintendenti, le questioni tecniche dovrebbero essere invece discusse in primo luogo nei nostri uffici. Facciamo la mappa di questa Soprintendenza, di questi soprintendenti? Del direttore generale abbiamo detto, poi ci sono (da quando purtroppo si è deciso di separare le funzioni) tre soprintendenti: per l'archeologia, per i beni artistici e storici, per i beni architettonici e paesaggistici. Ai monumenti adesso dopo Martines, Franca, Soragni, Rezzi, Monti, Bozzo, Ranaldi, ci sono di nuovo io. Ai beni artistici c'è Fabrizio Magani, titolare della sede di Verona, e soprintendente ad interim, anche se temporaneamente, della sede di Mantova. Praticamente governa su mezzo Nord Italia, Per l'archeologia infine c'è Luigi Fozzati, funzionario in Veneto e con un contratto dirigenziale a Trieste. Tutti a tempo parziale o a mezzo incarico. E lei guarda a marzo: resta o va? Non lo so, far comunque, come penso molti altri, la domanda per il posto che lascia libero Di Paola. Dunque a Trieste non ha trovato novità. Direi di no. Il Silos era in discussione già tre anni fa, così il Porto Vecchio, la Sala Tripcovich è ancora lì. Mi sembra che tutto sia sotto controllo, ci sono buoni rapporti con le istituzioni. Se poi scopro che il ponte sul canale del Ponterosso non si fa pi , non mi strapper certo i capelli. Lei avrebbe dato parere negativo? Di Paola l'ha dato temporaneo, così da salvare i desiderata urbanistici e la coscienza, e il sindaco non farà ponti temporanei. Ma insomma. Sarebbe come aggiungere un ponte in mezzo al Canal Grande a Venezia... Ma cosa si aspetta di dover fare, nel corso del suo mandato? La cosa pi urgente qui in regione è definire le procedure sulla tutela del paesaggio. La legge dal 1.o gennaio rende vincolante il parere della Soprintendenza sulle richieste di autorizzazione edilizia in aree vincolate. Una importante novità. Quale zona potrebbe ricadere in questa verifica? Penso ad esempio alla Costiera. La Costiera triestina è uno dei luoghi pi belli dell'Adriatico. Da qui alle Marche non c'è un'altra zona rocciosa sul mare. Il nuovo Piano regolatore, da quel che ho potuto vedere, ha già molto compresso l'edificabilità. Del resto è quello che accade dappertutto. C'è stata negli anni passati una grande abbuffata di cemento, tutte le amministrazioni hanno consumato quel che era possibile, adesso, in tempi di recessione, c'è pi consapevolezza, anche perché l'opinione pubblica è più sensibile, e la politica va dove va l'opinione pubblica. Poi ci sarebbe anche la Baia di Sistiana, e lì... E lì come mai è stato infine autorizzato un insediamento sulla costa di così enorme impatto? Nel 2006 avevamo avuto un atteggiamento assai critico verso i progetti, per l'eccezionale interesse paesaggistico dell'area. So che alla fine la questione è finita a Roma e lì si è ottenuto l'avallo definitivo. Lei in Lombardia si è fatto fama di essere amico degli ambientalisti, nemico dei costruttori. Ma no, semplicemente ho tenuto i rapporti, oltre che naturalmente con le amministrazioni locali, anche con le associazioni ambientaliste. o cercato di prevenire i contenziosi. Perché le amministrazioni fanno i piani regolatori per conto proprio, le mandano alla Soprintendenza dove a volte noi cadiamo dal cielo, si scoprono cose assolutamente incompatibili con la tutela del paesaggio, poi protestano comitati e associazioni... Del resto i piani regolatori vengono spesso redatti in base alle esigenze di rendita fondiaria, mai su quelli di tutela. In Lombardia va peggio? Eh, c'è più iniziativa, più dinamismo, più imprenditoria, l'edilizia è uno dei settori trainanti. C'è una fortissima pressione edilizia sulle aree specie turistiche, come i laghi e la montagna. Lì le valli non sono come la Carnia, lì si precipitano nove milioni di lombardi in vacanza e la domenica... E la valorizzazione del territorio e della cultura locale vengono sempre per ultimi. Sono gli assessorati di coda, i meno finanziati. A proposito di finanziamenti, saprà che alla Soprintendenza di Trieste sono stati tolti i denari per il castello di Miramare, tre milioni di euro, e pure quelli per restaurare il santuario di Monte Grisa dopo il crollo della copertura, 500 mila euro, e che per palazzo Carciotti ci sono appena tinanziamenti iniziali... Noi abbiamo l'obbligo e la responsabilità di occuparci primariamente dei beni e monumenti del demanio di Stato. Per palazzo Carciotti sono iniziati dei lavori solo sulla facciata. Mi pare per che l'amministrazione comunale non abbia pi tanto interesse a farne un centro congressi. Del resto, ci sarà quello del Silos. Una valutazione condivisibile espressa da Di Paola è certamente quella di non fare la galleria di arte nazionale alle Scuderie di Miramare, anche coi quadri dell'Istria. Vero che è una struttura contigua a un museo di proprietà statale con molti visitatori, ma insomma il posto di una galleria di quadri è in città, la scelta di palazzo Carciotti è pi indicata. E delle rive non dice nulla? Nel suo precedente incarico aveva festeggiato l'avvio dei lavori al fatiscente resto del magazzino vini. Eh, sì. E che fine ha fatto poi? E ancora lì come prima. Si è messa in mezzo l'idea di farci accanto e dentro un Parco del mare. Un Parco del mare. Questo non lo sapevo. Di Paola lascia Poltrona in palio Alla fine di febbraio nuovo avvicendamento in palazzo Econorno, sede della Soprintendenza regionale. Roberto Di Paola, nominato direttore regionale dei Beni culturali nell'agosto 2007, andrà in pensione. Così ha deciso il ministero per i funzionari che hanno raggiunto 140 anni di contributi. Al suo posto potrebbe chiedere di essere insediato Io stesso Luca Rinalcii, mentre gira anche il nome dell'ex soprintendente Giangiacomo Martines: anche per lui si tratterebbe di un ritorno, ma con funzioni superiori.