Conti, gli affanni del Campidoglio: non cè ancora il Bilancio 2010 Il Comune in affanno sulle finanze: non è stato ancora presentato il bilancio 2010. Regionali, intesa tra Bonino e "Sinistra, Ecologia e Libertà" Piano di rientro, stop dalla Consulta Conti in rosso del Campidoglio, freno alla norma sulla cessione delle caserme Rischia di saltare il piano di rientro che doveva portare 600 milioni al Campidoglio, sotto forma di caserme dismesse da trasformare in negozi ed uffici. Il motivo? La Corte costituzionale ha giudicato illegittima la scorciatoia usata per aggirare i vincoli urbanistici. Intanto, per «costruire lopposizione ad Alemanno», nel Pd nasce il movimento Network democratico, che conta già quasi 400 sostenitori tra coordinatori di circolo ed eletti nei municipi. Sul fronte regionali, mentre Renata Polverini presenta la sua squadra, Emma Bonino incassa il sostegno di Sinistra ecologia e libertà. I giudici hanno bocciato in parte il meccanismo previsto in Finanziaria I dubbi sul trasferimento al Campidoglio dei vecchi edifici della Difesa per farli confluire in "fondi immobiliari" Rischia di restare senza copertura il piano di rientro gestito dal sindaco Alemanno nella sua veste di commissario di governo. Lipotesi, per nulla remota, è frutto della recente sentenza della Corte Costituzionale, la n.3402009 pubblicata il 30 dicembre, che ha dichiarato in parte illegittimo il meccanismo previsto in Finanziaria grazie al quale, una volta trasferiti i vecchi edifici della Difesa, comuni ed enti locali li avrebbero fatti confluire in "fondi immobiliari" ad hoc, con la possibilità di trasformarli in appartamenti o centri commerciali in barba a qualsiasi vincolo urbanistico. Moltiplicandone, come per incanto, il valore. Una disposizione molto importante per Roma: la manovra 2010 prevede infatti che, a differenza dellanno scorso, lo Stato non sborserà soldi cash per pagare i debiti del piano di rientro, ma si limiterà a cedere una serie di caserme ormai in disuso che potranno essere valorizzate a piacimento (tramite, ad esempio, il frazionamento in abitazioni e negozi, o la conversione in alberghi e centri sportivi) per un importo complessivo di 600 milioni. Esattamente la cifra annua dovuta dallo Stato al Campidoglio per finanziare il bilancio separato. Peccato che quel meccanismo di trasferimento e di valorizzazione degli edifici della Difesa sia stato stoppato dalla Corte Costituzionale. Che ha bocciato la scorciatoia con la quale il governo (nel Ddl Sviluppo n.1332008, richiamato in Finanziaria) avrebbe voluto cancellare le procedure sui vincoli urbanistici, attribuendo ai comuni la potestà spettante ad altri enti. A finire sotto la mannaia dei magistrati è stato, in particolare, lart. 58 comma 2, per cui la semplice approvazione in consiglio comunale del «piano delle alienazioni e valorizzazioni costituisce variante allo strumento urbanistico generale. Tale variante, in quanto relativa a singoli immobili, non necessita di verifiche di conformità agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza delle province e delle regioni». Norma che lAlta Corte ha giudicato del tutto illegittima. Ordinando uno stop che ora rischia di compromettere il finanziamento del piano di rientro capitolino e il delicato sistema legislativo-istituzionale costruito nel 2008 per evitare il dissesto del Comune di Roma. La prova dello stato di estrema difficoltà in cui versa il Campidoglio è che a oggi non è stato non solo approvato, ma neppure presentato il bilancio 2010. Per prassi sempre licenziato, con la sola eccezione del 2008, entro il 31 dicembre. Un fatto politicamente rilevante, tanto più in un momento di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando: senza bilancio, infatti, il Comune può solo gestire lordinaria amministrazione per dodicesimi, non può cioè programmare spese extra né investimenti, limitandosi a coprire la spesa corrente mese per mese, sulla base della manovra 2009. Unimpasse da cui sarà complicato uscire a breve. Anche perché il responsabile dei conti comunali, Maurizio Leo, più volte cercato, risulta assente. Ancora in vacanza in Kenia. «Tornerà il 18 gennaio», fa sapere una solerte segretaria. Risposta che ha mandato su tutte le furie lopposizione. «A.A.A. Assessore al bilancio cercasi», ironizza il vicepresidente pd della Commissione consiliare, Alfredo Ferrari: «Provincia e Regione lhanno già approvato, mentre Leo preferisce il riposo di una pausa natalizia fin troppo ampliata allelaborazione di una strategia di sviluppo per la città che, evidentemente, non è in cima ai suoi pensieri». È preoccupato, Ferrari: «Così il Comune di Roma è condannato allincertezza: su una programmazione che non cè, sui famigerati 500 milioni che forse non arriveranno mai e su ipotesi di entrate che non hanno riscontro nella realtà». Sconfortata la conclusione: «Evidentemente, per gli uomini di Alemanno, occuparsi di Roma è un compito troppo gravoso o, peggio, di secondo piano».
ROMA - Comune, a rischio il piano di rientro Sulle caserme lo stop della Consulta
Il Comune di Roma è in difficoltà finanziarie e non ha ancora presentato il bilancio 2010. Il piano di rientro, che doveva portare 600 milioni al Comune, è stato fermato dalla Corte costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il meccanismo di trasferimento e valorizzazione degli edifici della Difesa. Il sindaco Alemanno è stato nominato commissario di governo e ha gestito il piano di rientro, ma ora rischia di non poter finanziarlo. Il Comune è condannato allincertezza e la mancanza di programmazione, e il responsabile dei conti comunali, Maurizio Leo, è assente in vacanza.
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