Il busto delletà antonina è stato sequestrato dai carabinieri: era nel condominio da 30 anni Lopera sarà sottoposta a un intervento di restauro conservativo nel laboratorio del Museo archeologico Il busto delletà antonina era nel cortile da 30 anni: sequestrato dai carabinieri, stava per essere rubato Una statua romana in un condominio Si erano abituati a tenerlo in giardino, quasi come un santo protettore. Il busto senza testa di un imperatore, a giudicare da panneggi e decorazioni dellabito di età antonina, giaceva ormai da tempo immemorabile nel cortile quasi coperto dallerba in un condominio di case popolari di Fuorigrotta. Popolari sì, ma fatte con un certo garbo, negli anni Trenta. E con un "plus" inaspettato; una statua di marmo di epoca romana. I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Castel SantElmo con i militari della Compagnia di Rione Traiano sono corsi a recuperarla: era arrivata la notizia che una "altolocata" committenza aveva dato ordine ai ladri di archeologia di rubarla e portarla a destinazione chissà dove. Il difficile è stato scovarla: la notizia del furto imminente dava un indirizzo sommario e incompleto. Alla fine, accelerando le ricerche per prevenire i ladri, gli investigatori sono arrivati nel giardino giusto. Tra lo stupore generale degli abitanti. Avrebbe preso il volo, magari per lestero, il Nord Europa o addirittura gli Stati Uniti. Un recupero importante, perché, secondo larcheologo Giuseppe Vecchio, che ha collaborato con i carabinieri ed ha analizzato il reperto, il busto acefalo doveva far parte di un monumento dedicato a un imperatore di età antonina (dal 140 dopo Cristo, gli anni di Antonino Pio, adottato da Adriano, alla morte di Commodo, avvenuta nel 193). E doveva avere una collocazione privilegiata: lungo la via per Pozzuoli, prossima alluscita della Crypta Neapolitana. Una statua di simile fattura fu trovata a Ercolano. Il busto di Fuorigrotta, di dimensioni doppie della grandezza naturale, e che risponde ai canoni dellaccentuata plasticità del periodo, venne alla luce proprio negli anni in cui i sei edifici furono costruiti intorno a un unico cortile, negli anni Trenta, durante lo scavo delle fondamenta. Nate come case popolari, le belle palazzine sono diventate nel tempo residenze private. Da allora la presenza dellimperatore senza volto è diventato genius loci per tutti gli abitanti, che non si sono mai posti neppure il problema della sua esistenza e della sua permanenza in quello spazio antistante le case: faceva parte del paesaggio, la sua presenza veniva ormai data per scontata. E non si è più mosso da lì. Ma il mercato della ricettazione di reperti, in questo periodo più che mai a caccia di opere da proporre agli intenditori, lha scoperto e ne ha riconosciuto il valore, mettendo in pericolo la scultura romana. La voce è giunta ai carabinieri che si occupano dellarte rubata, che questa volta sono riusciti a prevenire i ladri. In mezzo allerba delle aiuole un po incolte del condominio la statua è rimasta per tutto questo tempo, paradossalmente tutto sommato ben conservata, nonostante lesposizione alle intemperie. Il ritratto di uno sconosciuto personaggio storico sarà sottoposto a un intervento di restauro conservativo nel laboratorio del Museo archeologico dove ora si trova. Poi nulla vieta che possa essere esposta al pubblico. In fondo anche i resti di Paestum antica erano sepolti tra dune di terreno e cespugli di rose e furono scoperti così.