OLBIA. Il piano casa va pianissimo. O meglio, neanche si muove. A due mesi dalla sua approvazione in città non è stato aperto un cantiere. Il motore dell'economia è rimasto senza benzina e il provvedimento della Regione sembra zucchero nel serbatoio. In questi mesi sono state presentate solo dieci domande per far lievitare la propria casa. tutte bocciate. Il centrodestra cerca di mostrare ottimismo e profetizza una primavera a tutto cemento. Il centrosinistra demolisce il piano e già ne certifica il flop. Il Comune ci fa un figurone. È l'unico in Sardegna ad avere fatto una delibera ad hoc per creare moduli standard per facilitare le domande. Ha anche censito tutte le case del centro storico e ha individuato quelle in cui si potrà applicare. 50 in tutto. Ottimista anche il presidente della commissione regionale Urbanistica Matteo Sanna, che prevede un futuro inarrestabile per il piano casa. L'avvenire è fulgido. Il presente è fatto di miserie, incertezze e nessuna pratica approvata. In difesa del piano scende in campo uno dei suoi padri, Matteo Sanna. «Per prima cosa faccio i complimenti al Comune di Olbia che per primo ha censito le case del centro in cui applicare il piano e ha preparato tutti i moduli per i professionisti - afferma -. Non mi sorprendo per le 10 richieste. Il boom del piano casa sarà in primavera. È tutto previsto. Bisogna lasciare il tempo di organizzarsi agli uffici e ai professionisti. Ci sono poi resistenze interpretative che ora risolviamo. La prossima settimana la commissione terminerà un decreto con tre articoli. Agile, ma essenziale. Chiarisce in modo definitivo che si può costruire in campagna una casa di 90 metri quadri se si ha un ettaro di terreno. Già lo si può fare, ma abbiamo deciso di chiarirlo ancora meglio. Non c'è dubbio che qualche influsso negativo possa essere arrivato anche dalla crisi economica. Il momento non è facile lo sappiamo. Ma sono certissimo che a breve avremo un boom di domande. È vero che per ora al Comune di Olbia sono arrivate 10 richieste, ma è vero anche che ci sono oltre 100 mail. Tutte di professionisti interessati al piano casa. A frenare le richieste sono anche le resistenze degli uffici amministrativi. Circola troppa disinformazione sul piano. Per esempio non abbiamo avuto nessun richiamo dal governo che anzi ritiene la nostra legge la migliore in Italia. Ci sono state normali circolari di comunicazione, ma non contestazioni». Sanna è sicurissimo del successo futuro del piano caso. Ma è sul niente di oggi che l'opposizione apre la finestra con vista sull'abisso dell'economia. L'unica cosa a raddoppiare di volume è il carico di critiche. «C'è un dato incontestabile - dice Ninni Chessa, Pd, che di mestiere fa l'ingegnere -. Il piano casa doveva far ripartire l'economia. L'effetto è comico. Non è stato aperto un cantiere. Gli stessi tecnici del Comune scoraggiano chiunque si presenti a chiedere informazioni. C'è una profonda confusione sull'applicazione di una legge poco chiara e controversa». Critico anche Antonio Loriga, Pd. «Lo avevamo detto dal primo momento - dice -, il piano casa non avrebbe risolto l'emergenza casa, ancora meno quella economica. Il centrodestra prospettava numeri stupefacenti. In un certo senso ha avuto ragione. Per completare l'ingiustizia non si è preoccupato di abbassare la Bucalossi per i cittadini». A tutto campo la critica di Giorgio Spano, Upc. «Ci sono difficoltà burocratiche che bloccano il piano casa - spiega -. Per prima cosa i moduli non esistono, ma il vero imbarazzo è nella applicazione della legge che non è di tipo urbanistico, ma economico. Le norme sono troppo complicate e spesso sono gli stessi funzionari dei Comuni a scoraggiare chi vuole presentare domanda. Faccio un esempio. La legge permette di costruire nell'agro con un ettaro di terreno. Ma nessuno dà l'autorizzazione. Non mi sorprendo se sono state presentate così poche domande. Nel centro storico sono state individuate 50 abitazioni su cui intervenire. Ma non è detto che i proprietari vogliano farlo. Si gira intorno alla vera urgenza. Per prima cosa va approvato il piano del centro storico. Faccio un esempio sono previsti interventi di aumenti dei volumi già nel piano particolareggiato, magari per le case molto basse. Queste porterebbero ulteriori incrementi volumetrici dal piano casa. Questa mi sembra una politica miope che non guarda oltre il quotidiano. Non c'è un progetto per ripopolare il centro. Il puc non è fatto solo di metri cubi da distribuire. Ma spiega come modellare la città. Con il piano del porto, quello del centro, quello del traffico. Tanti tasselli che disegnano la città. Non solo sacchetti di cemento. Ma in commissione di questo non si è mai discusso».
SARDEGNA - L'opposizione demolisce il piano casa
Il piano casa è stato approvato in Sardegna, ma non è stato aperto un cantiere. Il Comune di Olbia ha censito le case del centro storico in cui applicare il piano e ha preparato moduli per i professionisti. Tuttavia, solo 10 richieste sono state presentate. Il centrodestra prevede un boom del piano casa, mentre il centrosinistra lo considera un flop. Il presidente della commissione regionale Urbanistica, Matteo Sanna, è ottimista sul futuro del piano casa. Ha affermato che il boom del piano casa sarà in primavera e che ci sono resistenze interpretative che vanno risolte. Il Comune di Olbia ha anche deciso di chiarire ulteriormente le norme per costruire in campagna una casa di 90 metri quadri con un ettaro di terreno.
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