A quattro mesi dall'inaugurazione, la tranche della mostra «Caravaggio e caravaggeschi» in prograrnma agli uffizi è in bilico. Non tanto la sua realizzazione quanto alcune location. Secondo quanto previsto dal progetto della mostra, il percorso dovrebbe snodarsi al piano nobile della Galleria comprendendo non solo le sale dove attualmente sono ospitati i dipinti di Caravaggio e dei Caravaggeschi, ma anche alcune sale che si affacciano sul piazzale degli Uffizi. Questo comporterebbe il ripensamento del flusso di pubblico e potrebbe causare l'uscita dei visitatori da un luogo diverso rispetto all'attuale (il bookshop del primo piano). Chiaro che tutto andrà ponderato bene e, sicuramente, prima del 22 maggio (data d'inaugurazione della mostra), le soluzioni al problema saranno trovate. Intanto c'è da registrare la netta presa di posizione dell'architetto degli Uffizi, Antonio Godoli, in merito alla notizia che, una volta revocata la direzione dei lavori nel cantiere dei Nuovi Uffizi a Giorgio Pappagallo, a lui e ai due colleghi tecnici sarebbero spettati analoghi compiti. «A fronte della notizia pubblicata dal Suo giornale, a nome mio e dei miei colleghi Antonio Russo ed Andrea Niccolai - ha scritto Godoli - intendo smentire drasticamente qualunque voce circa possibili, futuri incarichi che ci vedrebbero coinvolti nella direzione dei lavori per i Nuovi Uffizi. Com'è noto, la recente ordinanza governativa nomina un commissario che provede, sentita la Soprintendenza per i beni architettonici di Firenze, ad assicurare la realizzazione dei lavori del complesso museale degli Uffizi, avvalendosi di tecnici da lui stesso nominati. Ad oggi si può solo dire che da anni il direttore dei lavori degli Uffizi è l'architetto Giorgio Pappagallo della Soprintendenza per i beni architettonici, che ha svolto e svolge egregiamente tale incarico con elevatissima competenza professionale, con notevole esperienza, grande attenzione ed impegno, a tutela di uno fra i più insigni monumenti architettonici della Nazione. Per quanto riguarda me e i tecnici citati, appartenendo alla Soprintendenza al Polo Museale, non possiamo che restare del tutto estranei a questo progetto ed alla sua conduzione; il nostro ruolo e servizio - ha concluso l'architetto - non può dunque che rivolgersi esclusivamente alle molteplici problematiche quotidiane, affinché sia garantita la funzionalità del museo che, come si sa, resta e dovrà restare aperto nel corso di tutto lo svolgimento dei lavori».