La sala comunale in restauro pronta al più tardi in estate È una lotta contro il tempo. E anche contro le infiltrazioni dumido, contro le vecchie poltroncine ammucchiate nel mezzo della sala in attesa che qualcuno le porti via, contro la burocrazia sonnacchiosa. «Ma a fine febbraio tutto sarà pronto, sempre che il Comune si decida a risolvere queste e altre magagne» dice il capo del cantiere dentro lAlfieri. Ovvero lo storico cinema dessai di Firenze che sta cambiando volto per riaprire - fra allestimento, impiantistica, collaudi, certificazioni - «a fine primavera» dice lassessore alla cultura di Palazzo Vecchio Giuliano Da Empoli (la sala è di proprietà del Comune), «in estate» è la più previdente scadenza data da Simone Siliani della Cooperativa Archeologia, che gestirà la sala attraverso una convenzione con lamministrazione. Anche perché mancano ancora circa 80 mila euro - i lavori, iniziati ad aprile del 2009, ne sono costati circa 700 mila - per lacquisto delle macchine di proiezione, «non abbiamo messo questa cifra in bilancio, ma stiamo cercando una soluzione alternativa» spiega Da Empoli. I nostalgici ritroveranno intatta la sala con quelle arcate squadrate così anni Settanta. Il contenuto, invece, è nuovo, ed è tutto scritto in una relazione programmatica che la cooperativa ha inviato pochi giorni fa a Da Empoli. A cominciare dal palcoscenico, la cui agibilità è stata recuperata e la profondità incrementata fino a raggiungere i 7 metri. Potrà ospitare concerti (soprattutto jazz, ma anche classica la domenica mattina), conferenze, letture, performance «con particolare attenzione ai giovani artisti, poeti, drammaturghi, teatranti fiorentini» dice Siliani. Dietro il palco, sono stati realizzati alcuni camerini e, sotto, recuperati ampi spazi anche per uffici; nel lato che si affaccia su via dellUlivo sta per essere ricavata una grande porta che permetterà il trasporto sul palco di strumenti musicali. «Lanima dellAlfieri resterà il cinema. Di qualità. In lingua. Tutte le lingue, non solo linglese. E ancora, proiezioni la mattina per le scuole e per gli anziani, retrospettive». Ci sarà, però, spazio anche per i bambini, con cicli di proiezioni ad hoc più merenda. E animazioni nel nuovo foyer (che ospiterà anche una libreria e i volumi sul cinema appartenuti a Claudio Zanchi, fondatore del circuito Atelier di cui lAlfieri fece parte): wine bar con piatti freddi, una serie di tavolini disposti sul vecchio ballatoio allingresso della platea, che è stato ampliato e sarà separato dalla sala da una vetrata oscurabile. Fuori, la Cooperativa Archeologia pensa di affidare il lungo muro che fa da facciata allestro di giovani writers. Nessuna alternativa alla Casa del Cinema della Regione, «con lassessore Cocchi siamo daccordo sulla complementarità» dice Da Empoli; «i 200 posti dellAlfieri sembrano fatti apposta per ospitare proiezioni che allOdeon, o alla Compagnia, stanno troppo larghe» dice Siliani. I finanziamenti? «Il nostro business plan ha molte voci. Dagli introiti al botteghino e del bar al contributi del circuito Europa Cinemas, di cui facciamo parte, al sostegno regionale alle sale dessai previsto dal testo unico per i beni culturali che si sta discutendo, allaffitto della sala per attività varie».