Castel Sant'Angelo chiuso per crolli: il pesante portone del mausoleo di Adriano è stato chiuso ieri mattina verso le undici e non si sa quando riaprirà. Tutto dipende dai sopralluoghi che i tecnici della soprintendenza Archeologica e di quella ai Beni architettonici effettueranno oggi. Si dovrebbe capire in mattinata se i pezzi di malta e i frammenti di mattoni che ieri sono caduti proprio davanti alla biglietteria, sono dei piccoli distacchi causati dal caldo eccessivo o se si tratta di qualcosa di più grave. A dare l'allarme sono stati i custodi. Il sovrintendente del Polo museale romano, Claudio Strinati, che dal 2002 ha il controllo del monumento, ha chiamato i vigili del fuoco e ha avvertito la soprintendenza di Adriano La Regina e quella di Roberto Di Paola, responsabili anch'essi dell'edificio per le rispettive competenze. E ha fatto chiudere immediatamente il museo. I visitatori che erano già all'interno sono stati fatti uscire dalla parte opposta a quella dove erano avvenuti i crolli. «I vigili hanno appurato che si tratta di distacchi avvenuti nella parte romana del cilindro, ovvero nella parte interna delle mura», precisa Luigina Di Mattia, storico dell'arte e funzionario direttivo del museo. «Ora bisogna eseguire verifiche più accurate. Credo che il museo resterà comunque chiuso per qualche giorno». All'ultimo momento si è deciso di riaprirlo invece per l'appuntamento notturno, dato che le terrazze del Castello, dopo il fortunato esperimento dello scorso anno, erano aperte dal 18 giugno, tutte le sere fino a mezzanotte, per la manifestazione che vede in scena 25 spettacoli distribuiti tra i bastioni e i cortili. «La biglietteria degli spettacoli è all'esterno dell'edificio, l'ambulacro è stato transennato e gli spettatori vengono fatti entrare direttamente dalla cordonata di Paolo III», spiega Di Mattia, assicurando che comunque Castel Sant'Angelo non corre pericoli. «Si tratta di piccoli problemi dovuti alla scarsa manutenzione per mancanza di fondi», minimizza. Eppure non è la prima volta che scatta l'allarme. A dicembre del 2000 piovvero calcinacci nelle due sale di Clemente VII (1523-1534): si scoprì che le travi del soffitto, ancora le stesse del '500, erano divorate dai tarli e che era a rischio anche la sala soprastante, detta del Perseo, che si trova al secondo piano e un tempo era lo studio privato di Paolo Farnese III (1534-1549). Le sale vennero chiuse e furono stanziati circa 900 milioni di vecchie lire per i restauri. «Ora sono praticamente finiti - annuncia La Mattia - e i locali dovrebbero riaprire presto». I visitatori potranno così rivedere finalmente una delle stanze più belle del Castello, con le pareti percorse dal fregio dipinto da Perin del Vaga, raffigurante il mito di Perseo. E potranno ammirare di nuovo le opere conservate nelle stanze di Clemente VII, che conservano dipinti come il San Girolamo in meditazione di Lorenzo Lotto (1509), la Madonna con Bambino e Santi di Luca Signorelli (1515-1520). storia VOLUTO DA ADRIANO Da Mausoleo a fortezza, da prigione a sontuosa residenza papale: ecco in sintesi la storia di Castel Sant'Angelo. È' stato l'imperatore Adriano a ordinare la realizzazione di un'opera che ricordasse il suo amore per l'arte, la filosofia e i fasti delle monarchie orientali: i lavori cominciano nel 123 d.C. DA TOMBA A ROCCAFORTE Nel 403 d.C. dopo l'inserimento nelle Mura Aureliane il monumento diventa una roccaforte dalle enormi capacità difensive che riesce a resistere addirittura all'assedio dei barbari nel 537, prima i Visigoti e poi gli Ostrogoti DA FORTEZZA A SEDE DEI PAPI E' nell'anno 590 che la tomba di Adriano cambia nome e diventa Castel Sant'Angelo: secondo la leggenda l'arcangelo Michele annuncia a Papa Gregorio Magno la fine della pestilenza. La visione è simboleggiata dalla statua dell'angelo, fatta in bronzo, in cima al monumento DAI PATRIZI AL VATICANO Nel XV e XVI secolo il Castello passa nella mani di alcune famiglie patrizie prima di diventare una proprietà del Vaticano, che effettua lavori di ristrutturazione: si potenzia l'aspetto militare e gli interni vengono arredati in modo sontuoso, diventando così simbolo di potenza e di rinnovata autorità della Chiesa, dopo l'esilio avignonese e lo scisma d'Occidente IL MUSEO: ARMI E FREGI Oggi il monumento viene utilizzato come museo: oltre a una collezione di armi antiche, sono visibili ai visitatori i fasti dell'epoca papale (stucchi, fregi, affreschi, arazzi e ceramiche). Dalla terrazza, che i telespettatori ricordano per avere ospitato le melodie della Tosca di Puccini, si può ammirare uno dei più bei panorami di Roma.