È l'uso dei Beni Culturali nel centro storico fiorentino? Non so cosa tu ne pensi, caro Pier Francesco, ma per me si è raggiunto il fondo: sul Ponte Vecchio era apparsa una grande pubblicità di un supermercato abbinata ai restauri del corridoio vasariano. Proteste e polemiche. La reclame del supermarket è sparita. Al suo posto campeggia, ora, quella di una nota marca di orologi. C'è una strategia nella ricerca di finanziamenti privati, anche con la pubblicità, per finanziare i restauri dei nostri monumenti? Mi pare di no. Ci vorrebbe una legge nazionale che regolasse in modo chiaro e trasparente questo abbinamento tra affari pubblici e affari privati. Si dice che ci siano agenzie private che controllano il mercato delle sponsorizzazioni. Tenuto conto che inopinatamente i sovrintendenti e i funzionari delle sovrintendenze hanno stipendi da terzo mondo (il direttore degli Uffizi guadagna circa 1.800 euro al mese) lasciare al libero mercato la promozione della pubblicità per i restauri dei Beni Culturali è una forma di incitamento alla corruzione. Per fortuna i funzionari delle sovrintendenze, fino a prova contraria, si sono dimostrati molto onesti. Ma sarà così anche in futuro? Questo problema si colloca, illustre amico, in un ben più grave stato della cultura a Firenze dove non si capisce che cosa vogliano fare gli assessori alla cultura del Comune e della Provincia per una delle città d'arte tra le più importanti del mondo e per il suo territorio. Addirittura in molti si domandano se Carla Fracci, assessore alla Cultura della Provincia, esista o meno come tale. E'stato uno spotpubblicitario? E il Teatro Comunale? Oltre alla Scala di Milano ci stanno sopravanzando l'Opera di Roma, la Fenice di Venezia e il Comunale di Bologna. Consiglierei al sindaco Renzi di mettere l'emergenza cultura al primo punto della sua agenda di governo assieme alla liberazione di piazza San Lorenzo dalle bancherelle.