E' bufera sui maxipontili. Nuove strutture di Actv criticate dal rettore dell'Iuav Amerigo Restucci, ora nel mirino delle associazioni per la tutela del territorio. «Deturpano la vista di uno dei luoghi più belli del mondo», accusa il vicepresidente di Italia Nostra Alvise Benedetti. Nella prossima riunione dell'associazione, annuncia Benedetti, saranno formalizzate dure iniziative per fermare l'ennesimo episodio di «scarso rispetto» alla monumentalità dei luoghi». Un ricorso e un esposto all'autorità giudiziaria, e una dura protesta contro chi ha voluto e autorizzato le nuove grandi strutture. Una è quella della Pietà, dove attraccano le motonavi Actv. L'altra quella dei Giardinetti, proprio di fronte a palazzo Reale e alla palazzina del Santi. Ma il modello è quello che ora sarà installato anche a Burano e Santa Maria Elisabetta. «Un ammodernamento necessario», a sentire il presidente di Pmv Antonio Stifanelli. «Un vero scempio secondo il rettore dell'Istituto di architettura, che chiama in causa la Soprintendenza. Nessun commento polemico da palazzo Ducale. «No comment», ribadisce la soprintendente Renata Codello, «posso solo dire che quei progetti sono regolarmente autorizzati, ideati sulla base di indicazioni precise che riguardano la messa a norma dei nuovi pontili e la loro capacità di accogliere un flusso di persone notevole. Un iter che è stato rispettato e pienamente regolare». I progetti contestati, della Pietà e dei Giardinetti sono stati approvati due anni fa in una conferenza dei servizi su proposta del commissario straordinario contro il moto ondoso, allora il vicesindaco Michele Vianello delegato dal sindaco Cacciari. Il piano dei pontili prevedeva di sostituire i vecchi e malandati imbarcaderi con nuove strutture più resistenti e a norma con le leggi sulla sicurezza. Grandi piattaforme di cemento e una copertura di grandi dimensioni, che in questi giorni si vede quasi ultimata. Numerose le proteste, di chi avrebbe voluto una struttura più consona alla tradizione. E magari meno invasiva. «Uscendo da calle della Pietà non si vede più San Giorgio», fa notare Restucci, «a San Marco il nuovo pontile oscura la palazzina ottocentesca. Bisogna riflettere sugli impatti di queste nuove progettazioni, la città si deve mobilitare». Si muovono ora i comitati e le associazioni. E Italia Nostra annuncia battaglia. «Interventi che si inseriscono in una serie di restauri e rifacimenti a nostro avviso poco rispettosi della città», accusa Benedetti. Ma Actv e Pmv, la società proprietaria dei pontili che sta ultimando i lavori, vanno avanti dritti per la loro strada. La Soprintendenza difende i progetti e ricorda che nella Conferenza dei servizi per i nuovi pontili anche i tecnici hanno dato parere favorevole. Ma la protesta non si ferma. Come sempre si scontrano le necessità di dare strutture moderne per la mobilità e le caratteristiche di delicatezza della città storica. Un equilibrio a quanto pare non ancora raggiunto.