L'avvio dell'ampliamento della Pinacoteca di Brera, atteso a Milano da una trentina d'anni, dovrebbe realmente prendere avvio nel 2011 e concludersi nel 2015, anno della fin troppo attesa Expo. La spinta per questi lavori dovrebbe esser data dall'inserimento di Brera tra i progetti per le celebrazioni dei 150 dell'Unità d'Italia, anche se sul sito del Ministero per ora non figura tra i progetti già approvati. Che sono: il Nuovo Palazzo del Cinema di Venezia, il Parco della Musica a Firenze, l'aeroporto di Perugia, il Parco Dora Spina a Torino, il restauro del Broletto di Novara, il parco Costiere del ponente Ligure a Imperia, il Nuovo Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, l'Auditorium di Isernia e il restauro del Teatro San Carlo di Napoli. Sulla Gazzetta Ufficiale dell'altro ieri, infatti, è stato pubblicato un decreto del Consiglio dei ministri del 30 dicembre dal quale si evince chiaramente che Brera rientrerà tra i progetti, e quindi riceverà qualche fondo. Il decreto, infatti, nomina il direttore per la valorizzazione del ministero, Mario Resca, commissario non di Brera tout court, come ci si aspettava inizialmente, ma Commissario delegato di Brera «nell'ambito delle iniziative necessarie allo svolgimento del grande evento relativo al 1500 Anniversario dell'Unità d'Italia», con il compito di «provvedere ed assicurare la fruizione di talune funzioni attualmente ivi allocate» e di «coordinamento» delle «attività organizzative di competenza di ogni istituzione coinvolta nell'iniziativa». Tradotto, Resca arriva a Brera grazie alla legge sui 150 anni e potrà avviare qualche intervento di risanamento anche grazie ai fondi stanziati per questa celebrazione, come aveva lasciato intendere il ministro Sandro Bondi. Ma, di certo, non solo grazie a questi fondi. Per realizzare il progetto «Grande Brera» come presentato negli scorsi mesi dall'architetto Mario Bellini, servono circa 50 milioni di euro. Qualcuno arriverà dallo Stato, ma è lo stesso Resca a fare sapere che «il grosso dei fondi dovrà venire dal territorio, sul modello sperimentato per Venaria Reale a Torino». Naturalmente la realizzazione del progetto Grande Brera presuppone il trasferimento dell'Accademia di Brera dalla sede storica da secoli condivisa con la pinacoteca a quella in preparazione di via Mascheroni, dove il presidente dell'Accademia stessa, Gabriele Mazzotta, e il sovrintendente Regionale della Lombardia, Mario Turetta, avrebbero individuati ulteriori spazi come richiesto da docenti e studenti. La maggior parte dei quali, tuttavia, continua a non volersi trasferire preferendo la «ruinistica» sede attuale o, in alternativa come fa sapere il direttore dell'Accademia Gastone Mariani quelle di Palazzo Citterio o di Palazzo Cusani, entrambi ubicati in via Brera. Questa nomina non porterà certo Mario Resca a guadagnare due milioni e mezzo di euro, come da «calcolo» del sindacalista Gianfranco Cerasoli, segretario generale della Uil Beni culturali, pure ripreso ieri da alcuni organi di stampa (ma non dal «Corriere della Sera»). L'attuale compenso di Resca si aggira intorno ai 160mila euro all'anno lordi, e l'eventuale presunto ammontare del compenso attributo al Commissario delegato per la Grande Brera spiega Bondi in una nota sarà in linea con le disposizioni normative in materia». Ovvero, «il compenso è equiparato a quello del direttore dei lavori, ossia, al massimo corrisponderà al 20 dello 0,5 dell'importo dei lavori posto a base di gara. Inoltre tale cifra è dilazionata nell'arco dell'intera durata del cantiere. Come risulta quindi evidente conclude la nota del Ministero l'importo non potrebbe mal raggiungere nemmeno lontanamente le somme riportate, basate tra l'altro sull'entità di un appalto non ancora definito». Calcolatrice alla mano, il 20 dello 0,5 di 50 milioni (progetto Bellini) sono 50mlla euro spalmati su quattro anni! «Il Ministero fa finta di non capire e di non sapere» ha replicato in serata Cerasoli. Ma se due milioni e mezzo appaiono troppi, 50 mila euro in quattro anni sembrano davvero troppo pochi come remunerazione per farsi carico della grana-Brera.
MILANO - Resca commissario a Brera porta i fondi dei 150 anni dell'Unità d'Italia.
Il progetto Grande Brera, un'opera di restauro e ampliamento della Pinacoteca di Brera, dovrebbe iniziare nel 2011 e concludersi nel 2015. Il progetto è stato promosso dal Ministero per le celebrazioni dei 150 dell'Unità d'Italia. Il direttore per la valorizzazione del ministero, Mario Resca, sarà nominato commissario delegato di Brera per coordinare le attività organizzative e assicurare la fruizione delle funzioni attualmente allocate. Il progetto richiede circa 50 milioni di euro, di cui la maggior parte dovrà essere finanziata dal territorio. La realizzazione del progetto presuppone il trasferimento dell'Accademia di Brera dalla sede storica a quella in preparazione di via Mascheroni.
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