La Cgil chiede più custodi. Lassessore Nasti: "Interventi solo dopo la chiusura del cantiere" Sahara destate. Pantano dinverno. Due cartoline non proprio pittoresche: in una sola parola, la Villa Comunale. Il Real Passeggio rivisto ad uso del Terzo Millennio mostra la corda. Il pavimento della "casa verde" dei re si disfa: in aria quando cè la canicola, in centimetri dacqua quando piove esageratamente, come in questi giorni di tempo impietoso. Il battuto di tufo del progetto di restauro si è rivelato una soluzione saggia? La memoria del "luogo di delizie" dei giardini settecenteschi è lontana. Approfitta per dirlo il presidente della municipalità di Chiaia, Fabio Chiosi. Gli fa eco la Cgil Funzione Pubblica, prendendola dal versante occupazionale. I giardini pubblici sono messi male - scrive il segretario provinciale Cgil Fp Gennaro Martinelli - perché allora non si rafforza il numero degli addetti alla sorveglianza magari indicendo corsi di formazione diretti dal Comando della Polizia municipale? Il sindacato interviene a tutela dei dipendenti comunali per contrastare lo spreco "di migliaia di euro spesi per la vigilanza notturna". E aggiunge note gravi: «Una Villa Comunale, quella di Napoli, dove è impossibile innaffiare il verde per la vetustà dellimpianto, dove la polvere segna per centimetri il selciato, dove lintera cura e manutenzione viene persa dal servizio pubblico con onerosi costi aggiuntivi». Formula anche una dettagliata proposta operativa, ma lassessorato ha rinviato la riunione indetta per ieri. Lassessore Rino Nasti sulla Villa Comunale si appella al buon senso: «Il cantiere della linea 6 della metropolitana vanificherebbe ogni intervento. Inutile sprecare soldi pubblici. I progetti sono già pronti e per contratto la metropolitana ci ripagherà dei disagi. È singolare questa strumentalizzazione fatta da Chiosi, della stessa parte politica che ha cancellato il comma 335 della legge finanziaria del 24 dicembre 2007 numero 244. Quella che stanziava 50 milioni per la manutenzione del verde nei grandi centri». Nasti chiede una verifica via internet: per lalbero di piazza Vanvitelli hanno votato 4500 napoletani e il sito del Comune ha avuto 35 mila contatti. Tufo o non tufo, questo è il dilemma. Una colata dasfalto avrebbe potuto essere rattoppata in ogni momento, il tappeto poroso invece no. Il pensiero dellarchitetto Francesco Venezia su questo è chiaro: meglio una buona pavimentazione di materiale industriale, ma di prima qualità, visto che il battuto di tufo fatto come ai vecchi tempi costa una cifra ed è raro da trovare. «Si batteva con le mazzole - spiega la paesaggista Marisa Margiotta - fino a ottenere il "latte di calce", un materiale finissimo e compresso, per definizione permeabile. Dava ai vialetti delle ville ottocentesche un aspetto di naturalità. Ma oggi il materiale che si ottiene non ha la durevolezza e la consistenza dei battuti originari». Il gruppo di lavoro che restaura il Parco Inferiore della Reggia di Portici farà un esperimento: riproporrà per il lago il battuto di lapillo "secondo lantica ricetta" desunta dai capitolati napoletani ottocenteschi. Una raffinatezza che si addice alle piccole superfici. La vastità (e il calpestio frequente) del Real Passeggio dovrà accontentarsi di un conglomerato.
NAPOLI - Il degrado della Villa comunale "Restauro non prima di un anno"
La Cgil chiede di aumentare il numero di custodi nella Villa Comunale di Napoli. Lassessorato Nasti afferma che gli interventi devono essere effettuati dopo la chiusura del cantiere. Il Real Passeggio è stato rivisto ad uso del Terzo Millennio, ma il pavimento del parco è in cattive condizioni. Il battuto di tufo del progetto di restauro si è rivelato una soluzione saggia, ma la memoria del parco è lontana. La Cgil interviene a tutela dei dipendenti comunali, chiedendo corsi di formazione per il servizio di vigilanza notturna. La proposta operativa è stata rinviata.
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