Restauro, energie rinnovabili e arredamento. Nei prossimi dieci anni i settori dellartigianato che si espanderanno di più saranno questi secondo Silvano Berna, il segretario regionale di Confartigianato. Che spiega: «Il primo crescerà perché lItalia e il Piemonte hanno patrimoni storico-artistici di valore mondiale, che necessiteranno di manutenzione. Il secondo perché è lambito su cui, anche da noi, tutti scommettono e che in futuro avrà più bisogno di tecnici. Il terzo perché con la diffusione del benessere saranno sempre più richiesti arredamenti particolari e personalizzati». Qual è il futuro dellartigianato piemontese? «Nella nostra regione esiste un tessuto di piccola impresa che conta più di 133 mila soggetti e che dà lavoro a 330 mila persone. Una realtà consistente, che produce il 10 per cento del Pil della Regione. Questo è il punto di partenza. La prospettiva è che questi numeri possano ulteriormente essere incrementati. Lauspicio è che le istituzioni locali proseguano con le politiche di sostegno del nostro settore». Crede ci saranno cambiamenti nel loro atteggiamento? «Ormai siamo lontani dai momenti in cui si diceva che "ciò che va bene alla Fiat va bene al Piemonte". Ora lo slogan può essere riconiato mettendo al centro la piccola impresa. La strada sarà questa anche per il prossimo decennio, che sarà caratterizzato dai valori tipici dellazienda artigiana». In che senso? «Ci sarà una riduzione di quanto ha portato fino ad oggi leccesso di capitalismo e un ritorno ai valori essenziali dellazienda artigiana: la responsabilità, lutilizzo ottimale delle risorse, il riconoscimento del merito. Un ritorno già avviato in parte anche grazie alla crisi, perché molti di coloro che hanno perso il lavoro hanno dovuto improvvisarsi imprenditori di se stessi. Alcuni hanno fallito, ma un numero non trascurabile è andato a irrobustire quel sistema che è la base del tessuto produttivo del nostro paese». Insomma, per lartigianato si prefigura un futuro prosperoso. Sarà anche privo di insidie? «Ne cito una su tutte: la fragilità tipica delle aziende di dimensioni ridotte, che sono per definizione sottocapitalizzate e vivono delle risorse che possono immettere i propri titolari. In questo servirà un grande sforzo del sistema bancario nel sostenere la crescita delle imprese artigiane». (ste.p.)
TORINO - "Prospettive rosee se le banche aiutano"
Il settore dellartigianato piemontese si espanderà in futuro, grazie a tre motivi: la manutenzione dei patrimoni storico-artistici, la domanda di tecnici per le energie rinnovabili e l'incremento del benessere che porterà a richieste di arredamenti personalizzati. Il settore conta 133.000 piccole imprese che danno lavoro a 330.000 persone e produce il 10% del PIL della Regione. La prospettiva è che questi numeri possano aumentare ulteriormente. Le istituzioni locali devono proseguire con le politiche di sostegno del settore.
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