Un contratto: «Tenere d'occhio un angolo speciale per proteggerlo dalla devastazione» Hai un campo, un prato, un bosco che vorresti fosse tutelato negli anni, custodito nella sua intatta beltà? Quella chiesetta abbandonata, quella mulattiera che evoca tempi andati, sono perle da proteggere prima che l'incuria o qualche opera brutta li deturpi? In un momento in cui ambiente e cementificazione selvaggia sono argomenti di quotidiana discussione, ecco che arriva a fagiolo il neonato progetto di Legambiente: i «Custodi del territorio». «Si tratta di una iniziativa che intende coinvolgere i privati cittadini. Chiunque fosse interessato a fare parte di questa rete di custodi e a diventare dunque, a tutti gli effetti, un custode del territorio, può contattarci fin da ora», spiega Marzio Marzorati di Legambiente Lecco. Il progetto è semplice, virtuoso e impegnativo. In gioco c'è il futuro del nostro territorio, da consegnare protetto e pulito alle generazioni che verranno. «Vogliamo essere esemplari: nel senso che, guardandoci, altri possano essere ispirati e convinti nella bontà di questa opera, e dunque imitarci». Alla base di questa iniziativa, presentata sabato a Palazzo Falck in occasione della Marcia della Pace (dedicata quest'anno alla tutela del creato, ndr.) e lanciata in questi giorni da Legambiente su scala nazionale, c'è il senso civico, il principio di sussidiarietà. Non c'è, infatti, una ricompensa monetizzabile. Il privato cittadino si rivolge a Legambiente e stipula un ?contratto?: «si impegna a tutelare, custodire, proteggere il proprio terreno, ad esempio impedendo che vi si costruisca sopra. Oppure, si custodisce un edificio, un luogo, un reperto storico, una cappellina, per un certo tempo. Diciamo, ad esempio, una decina di anni». Il ?contratto? non ha ovviamente valore legale ma è un attestato di impegno a tutti gli effetti. «In questo modo, contiamo di bloccare, quanto possibile, la cementificazione inarrestabile che contraddistingue il nostro Paese» è l'auspicio di Legambiente. Del resto i dati parlano chiaro: ogni giorno in Lombardia vengono ?consumati? tredici ettari di terreno, tra la costruzione di imprese, centri residenziali o infrastrutture. «Il nostro obiettivo, con il progetto dei ?Custodi del territorio? è quello di arrivare a tutelare, entro due anni, cinque mila ettari di terreno?», afferma ancora Marzorati. L'idea è che «costruire non sia, di per sé, negativo. Ma lo diventa se non è indispensabile: se si costruiscono, ad esempio, nuove strade dove paradossalmente non passano macchine, oppure nuove industrie quando siamo pieni di aree industriali dimesse. E così via: il discorso potrebbe continuare all'infinito». Chi è interessato può contattare la sezione di Legambiente di Lecco: tel. 335.6874571, oppure l'email www.marzio.marzoratilegambiente.org. Laura Bosisio