Incontro a Verona sul salvataggio del relitto della nave affondata negli anni Trenta durante la navigazione Il sindaco Sartori trova l'appoggio di Flavio Tosi e la Soprintendenza apre alla collaborazione in vista di un recupero da 1,5 milioni Un'alleanza fra tre partner istituzionali per fare conoscere a tutti la «Diana» e riuscire ad avere i finanziamenti necessari al suo recupero e al successivo restauro. Ha il sapore di un inizio di «collaborazione ufficiale» l'incontro a Palazzo Barbieri, tra il sindaco di Verona, Flavio Tosi e quello di Brenzone, Rinaldo Sartori. Oltre a loro c'erano l'esperto di subacquea, Gianni Calafà, e i rappresentanti della Soprintendenza di Verona e del Veneto, Fabrizio Magani, Anna Malavolta e Giuliana Cavalieri Manasse. La costituzione di questa «task force» segue il lavoro che era stato cominciato nel 2008 dall'allora sindaco, e oggi consigliere di minoranza, a Brenzone Giacomo Simonelli e del suo assessore ai lavori pubblici, Davide Benedetti, e alla cultura, Dina Veronesi, per cercare di riportare sulla terraferma la «Diana». Nel 2008 un team di sub guidati da Lorenzo Del Veneziano, autore di servizi speciali tra cui quello sull'«Andrea Doria», era sceso a oltre 90 metri di profondità e aveva scattato foto ed effettuato riprese, per documentare l'integrità di quello che «è tutt'altro che un relitto», e anzi «ha un valore storico inestimabile», come ha confermato Calafà. «Vogliamo riprendere il discorso con la Soprintendenza», ha illustrato il sindaco di Brenzone, «da dove lo hanno lasciato i nostri predecessori e, per fare questo, abbiamo bisogno dell'aiuto della Sovrintendenza e del sindaco Tosi che, già nel 2008, aveva offerto disponibilità». Tosi, nel 2008, era salito in barca durante le operazioni dei sub e aveva interagito tanto con gli amministratori di Brenzone, che col responsabile tecnico scientifico e subacqueo professionista dei Beni Archeologici del Veneto, Francesco Dossola. Risultato: Tosi, la cui mamma era originaria di una frazione di Brenzone ed è quindi molto legato al territorio lacustre, aveva dato disponibilità per conto del comune di Verona a intervenire nella valorizzazione e nella progettazione del recupero della «Diana». «La proprietà della imbarcazione», ha illustrato il Sovrintendente ai Beni storico- artistici e archeologici del Veneto, Fabrizio Magani, «è della Sovrintendenza, cioè dello Stato. Faremo una convenzione col comune di Brenzone, "delegandolo" a intraprendere le iniziative utili alla valorizzazione del relitto oltre che, in una fase successiva, a quelle del recupero». Operazione, quest'ultima, tutt'altro che agevole dato che, da una stima approssimativa dei costi, «potrebbero servire circa 1 milione, 1 milione e mezzo di euro». Oltre a questo, bisognerà capire chi possa essere il più indicato a eseguire l'operazione, e poi chi farà l'intervento di restauro. Sulla «Diana» Calafà sta lavorando dal 2003 e avrebbe in mente di fare un volume fotografico. Una iniziativa, quest'ultima, che però la Sovrintendenza vede in subordine rispetto a una valorizzazione e ad una divulgazione di notizie fatta con una mostra da allestire a Brenzone. Per essere concreti, il sindaco di Verona ha proposto una mediazione. «Metto a disposizione i miei uffici», ha detto Tosi, «per formulare richieste di contributi di tipo europeo e, per il volume, mi farò carico di coinvolgere anche la Fondazione Cariverona, molto sensibile da sempre su argomenti come questo». Insomma: entro l'estate 2010 a Castelletto potrebbe essere allestita una mostra fotografica sulla «Diana» e, nel frattempo, dovrebbero procedere le richieste per trovare i fondi che sono necessari per avviare il recupero.
BRENZONE. Nata un'alleanza istituzionale per il recupero della Diana
Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, e quello di Brenzone, Rinaldo Sartori, hanno incontrato l'esperto di subacquea Gianni Calafà e i rappresentanti della Soprintendenza di Verona e del Veneto per discutere del recupero del relitto della nave Diana. La Soprintendenza ha espresso il desiderio di collaborare con i comuni di Verona e Brenzone per fare conoscere il relitto e ottenere i finanziamenti necessari al suo recupero. Il sindaco di Verona ha offerto la sua disponibilità per aiutare a valorizzare il relitto e ha proposto una mediazione per trovare i fondi necessari.
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