STAGLIENO è sempre quel impagabile museo a cielo aperto dove migliaia di tombe monumentali seguono un destino comune di decadenza. Il marmo da cui nasce quella immensa folla di donne, bambini, angeli, demoni e santi si sfarina e si sfalda, in alcune sue parti, in altre è così attaccato dalla polvere da creare quasi chiaroscuri sovrapposti. Come nelle tombe Varni, Tito Orsini o De Barbieri dove una femme fatale sembra brizzolata anche nelle vesti. Si deve e si può pulire? E se si come? Non c'è una risposta di esperti univoca. Su Staglieno grava questa coltre che sembra quasi protettiva. Progetti su vasta scala per ripensare una ristrutturazione non ci sono mai stati nè ci sono all'orizzonte, la burocrazia che riguarda gli interventi sulle tombe è talmente complicata che anche solo il progetto di un restauro singolo è cosa lunga. Il marmo resiste ma là dove le infiltrazioni dilagano, ecco che si corrode fino alla perdita di parti del monumento. Le situazioni più critiche sono al Boschetto dove la vegetazione, oramai troppo aggressiva, avviluppa le tombe. Le radici smuovono le lastre. Ma decidere di tagliare un secolare cipresso, che è diventato negli anni il peggior nemico, non è faccenda così semplice. Quanto alla manutenzione del verde si sa è sottomessa alla scarsa disponibilità delle finanze di Aster e Comune. Anche i due bracci di porticato ai lati della scalinata del Pantheon, con opere rilevanti come la celebre Venditrice di Noccioline ma anche tombe liberty di grande effetto tra queste quelle firmate Giacinto Pasciuti, artista poderoso dei primi del Novecento, sono in condizioni preoccupanti. La posizione infelice di questa parte di Staglieno, che ha la collina a ridosso, non favorisce certo un benessere dei monumenti. Per fortuna è stato concluso da poco il rifacimento della copertura della galleria Montino, con tombe degli anni Venti che sono un inno al Decò, e almeno la tutela della struttura impedirà che il disastro avanzi. Così come la Soprintendenza spera di poter concludere, finanziamenti permettendo, il restauro per il Sacrario dei Caduti: il primo lotto dei lavori ha rivelato la bellezza di questo sito, bellezza in realtà sempre minacciata. Si racconta che già al momento dell'inaugurazione degli anni 30 si scoprì che l'umidità aveva già dato segni della sua invasione. Certo a fronte di migliaia di statue ammantate di polvere e di smog (condizione appunto su cui i restauratori ma anche visitatori hanno pareri opposti sul mantenere o no questa patina piuttosto che far rilucere marmi in modo quasi innaturale) ogni tanto emerge, e quindi risalta, qualche intervento: nel quadrilatero le suore Brignoline sono diventate proprietarie di una monumentale tomba liberty firmata da Gaetano Olivari e si è concluso un restauro accurato, con la possibilità per le suore di utilizzare la tomba per la propria comunità, anche la Cappella Quartara ha conosciuto un parziale restauro, tre tombe ottocentesche dei Crosa Vergagni con bassorilievi e ornati, sono state rimesse a nuovo. E un importante sponsor privato starebbe per concludere un accordo con la Soprintedenza per il restauro di un celebre monumento sepolcrale. Sarebbe un passo importante, questo intervento privato, potrebbe inaugurare una nuova era per Staglieno. In compenso la cappella Raggi, quella per intenderci che sembra un piccolo duomo di Milano per quel marmo di grande effetto lavorato a pinnacoli, sta crollando. Il complesso monumentale è in vendita. Ad un costo elevato, ma ancora più pesante potrebbe essere quello concernente il restauro. Non sta meglio la cappella Rubattino, opera di Carlo Barabino, con begli affreschi, sculture importanti, vetrate fatte da maestri fiorentini. Ora una squadra di universitari vi lavora attorno con rilevazioni e segnalazioni. E se dovrebbe a breve iniziare una catalogazione degli oggetti d'arte appilati nei depositi, non è mai partita, in assenza di soldi, l'attività universitaria del Centro lapideo che doveva formare restauratori esperti del marmo, pronti a fare esperienza dal vivo, restaurando appunto i monumenti di Staglieno. Operazione, si è detto, non così automatica. Gli eredi, fino al sesto grado di parentela, possono opporsi ad ogni intervento e se esiste una condizione di instabilità del monumento da rischiare l' incolumità pubblica il Comune può imporsi ma, si dice, non in modo così coercitivo.
Statue-monumento incuria e burocrazia sbriciolano il marmo a staglieno
Riassunto in 200 parole:
Il museo a cielo aperto di Staglieno è caratterizzato da tombe monumentali in marmo che sono state colpite dalla decadenza e dalla polvere. La Soprintendenza non ha mai concluso un progetto di ristrutturazione su vasta scala, a causa della burocrazia e della scarsa disponibilità di fondi. Le infiltrazioni di umidità hanno corrodo le tombe, specialmente quelle al Boschetto, dove la vegetazione ha avviluppo le lastre. I due bracci di porticato ai lati della scalinata del Pantheon sono in condizioni preoccupanti. Il rifacimento della copertura della galleria Montino è stato concluso, ma il restauro del Sacrario dei Caduti è ancora in attesa di finanziamenti.
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