La più nota rimane ovviamente la celeberrima "Natività" del Caravaggio, trafugata dall'Oratorio di San Lorenzo nel 1969 e la cui vicenda ha finito per assumere i connotati della leggenda: ne hanno parlato alcuni pentiti di Cosa nostra, da Giovanni Brusca e Salvatore Cangerai, con quest'ultimo che ha perfino detto che la mafia avrebbe utilizzato il quadro come simbolo di potere, esponendolo nel corso dei summit. Ma in quelle pagine informatiche, di opere d'arte sparite ce ne sono tante, tantissime. «Chi le ha viste?» è il titolo del link facilmente consultabile sul sito internet del Comune (www.comune.palermo.it): basta cliccarci sopra per scoprire la vastità del fenomeno dei furti d'arte nelle chiese, nei palazzi nobiliari, perfino negli uffici pubblici o negli ospedali della città. Ci sono fotografati e descritti una settantina di dipinti, oltre 100 ritratti di governatori rubati nell'Oratorio della Compagnia della Pace, una cinquantina di sculture (statue, crocifissi, bassorilievi). E, ancora una dozzina di pezzi d'arredamento e mobili sacri (c'è un intero altare del diciottesimo secolo sparito 15 anni fa dalla chiesa di San Matteo) e numerosi oggetti (compresi cinque paci d'argento, rubati 29 anni fa nella Cappella Palatina). Le pagine Internet sono state create alcuni anni fa grazie a un'intesa fra l'amministrazione e l'associazione Dimore storiche, in collaborazione col Nucleo tutela patrimonio artistico dei carabinieri e la Soprintendenza regionali ai Beni culturali: in tutto, 380 opere rubate dal '69 a oggi. Chiunque avesse notizia di questi pezzi d'arte può segnalarle, anche in forma anonima, ai numeri 091-422772 e 091-422825 dei carabinieri, o attraverso la e-mail cara-biniericarabinieri.it..