La Prestigiacomo aveva autorizzato le perforazioni della Northern Petroleum a largo della costa di Monopoli La Regione Puglia ricorrerà al Tar del Lazio contro le autorizzazioni, rilasciate dal Ministero dellAmbiente, per la ricerca di petrolio e idrocarburi al largo delle coste pugliesi. Il comunicato della giunta regionale, che ieri ha approvato la proposta avanzata dallassessore allEcologia Onofrio Introna, è scarno ma incisivo: la Regione ribadisce così il "no" alle trivellazioni sulle proprie coste e trasforma la battaglia contro il governo, da ideologica a legale. Il mandato agli avvocati di proporre il ricorso giunge a pochi giorni dalla scadenza del termine - il 15 gennaio - entro cui contestare il decreto emanato dal ministero dellAmbiente, in collaborazione con quello dei Beni culturali, che autorizzava la società inglese della "Northem petroleum" ad avviare le perforazioni al largo della costa di Monopoli. In realtà, sul tavolo della Capitanerie di porto attualmente ci sono altre sei località indicate per le perforazioni (Isole Tremiti, Molfetta, Torre Egnazia, Carovigno, Taranto e Gallipoli), ma si teme che le richieste in giacenza possano essere una ventina. Il ricorso, predisposto attraverso la delibera curata dallassessore Introna, punta principalmente sulle inadempienze del Ministero, che non aveva ancora nominato nella commissione Via (valutazione impatto ambientale) il rappresentante della Regione. Ieri, gli esponenti del comitato "No petrolio, sì energie rinnovabili", si sono riuniti in un sit-in davanti allAula consiliare del Comune di Monopoli dovera in corso una seduta monotematica sulla questione. «Avremmo voluto fosse aperta per poter accedere al confronto ma non cè stata data lopportunità - spiegano dal Comitato - ma intanto continuiamo a proporre una petizione popolare, affinché ogni Comune possa votare atti di indirizzo e assumere iniziative per salvaguardare lambiente». Nella giornata, doppio impegno istituzionale a Monopoli per il governatore regionale Nichi Vendola, che ha ribadito il rifiuto dellesecutivo anche al rigassificatore di Brindisi e il raddoppio della centrale Eni di Taranto. (f. d. g.)