ROMA - Per fare grande Brera, Mario Resca prenderà solo «cinquanta-sessantamila euro». Lo ha dichiarato il ministero dei Beni culturali per smentire la denuncia del segretario della Uil Gianfranco Cerasoli, secondo la quale al commissario straordinario del governo per la ristrutturazione della pinacoteca milanese andrebbero tra il 3,5 e il 5 per cento dellimporto dellopera, esattamente quanto spetta al direttore dei lavori da lui nominato: su 50 milioni di budget previsto, circa 2,5 milioni a testa quindi. «Non è vero», ribatte il ministero: «Il compenso è equiparato a quello del direttore dei lavori, ossia, in base a quanto prevede la normativa sui lavori pubblici, al massimo corrisponderà al 20 per cento dello 0,5 dellimporto dei lavori posto a base di gara». Insomma, facendo due calcoli, Resca - il manager Mondadori, oltreché presidente di Italia Zuccheri e di Confimprese, che da agosto è stato assunto da Bondi a tempo determinato come direttore generale della Valorizzazione, 160 mila euro il compenso - per la carica relativa a Brera andrebbe a prendere altri «50-60mila euro», laddove altri dirigenti ministeriali come Resca sono commissari a Roma (gli "interni" Luciano Marchetti e Roberto Cecchi) a titolo gratuito poiché il loro contratto non prevede indennità aggiuntive. Ma la Uil conferma il suo calcolo stratosferico e torna a chiedere che il manager rinunci allo stipendio di Brera. Cerasoli, che è membro del Consiglio superiore dei Beni culturali, cita lordinanza di Berlusconi del 30 dicembre dove al punto due si dice che Resca "si avvale di uno o più soggetti attuatori, nonché di consulenti tecnici, e provvede a nominare un soggetto di elevata e comprovata professionalità con funzioni di direttore dei lavori. Tale soggetto può essere anche esterno allamministrazione". «Sicuramente sarà un esterno» sottolinea Cerasoli «altrimenti non lavrebbero previsto nellordinanza. E le tariffe professionali per un direttore dei lavori si calcolano su una percentuale che va tra il 3,5 e il 5 per cento, visto che Resca è un top manager prenderà il massimo: più di due milioni».
La "grande Brera". Resca, polemiche per il compenso
Il ministero dei Beni culturali ha dichiarato che il compenso di Mario Resca, commissario straordinario per la ristrutturazione della pinacoteca milanese Brera, è di 160mila euro. Il segretario della Uil Gianfranco Cerasoli ha denunciato che Resca prenderà inoltre 50-60mila euro, calcolando che il direttore dei lavori dovrebbe ricevere il 3,5-5% del budget. Il ministero ha smentito la denuncia, affermando che il compenso è equiparato a quello del direttore dei lavori, che non supera il 20% del budget. La Uil conferma il suo calcolo e chiede che Resca rinunci allo stipendio.
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