Amici eccellenti e conflitti dinteresse per il commissario dallo stipendio doro È membro del cda di Mondadori, in prima fila per aggiudicarsi gli shop nei musei Il manager ribatte "Milano merita una pinacoteca a livello mondiale, con me sarà realizzata" Non solo in termini economici, anche se è sul suo compenso - da 2,5 milioni di euro secondo la Uil, da 60mila euro secondo il ministero - che è scoppiata la bufera. È il potere di cui dispone lex presidente di Campione dItalia, nonché storico amministratore della McDonalds Italia, la fiche che può fare la differenza e decidere il destino della pallina. Tra i tanti conflitti dinteresse che Resca è stato capace di assommare, il più grosso rischia di scoppiare proprio ora: il ministero sta per mettere a gara tutti i cosiddetti "servizi aggiuntivi", i bookshop e lorganizzazione di eventi che dovrebbero far arrivare soldi nelle casse esangui dei musei. E tra gli aspiranti gestori cè la Mondadori, già presente, con la sua Electa, in mezzItalia, da Pompei al Colosseo e fino a poco tempo fa a Brera, dove è stata soppiantata da Skira. A ricordare che nel consiglio damministrazione della Mondadori siede proprio Resca è stato, con uninterrogazione parlamentare, il senatore del Pd Andrea Marcucci, chiedendo al ministro Bondi «quali provvedimenti intende assumere al fine di rimuovere ogni eventuale distorsione concorrenziale». I nodi verranno al pettine quando i servizi saranno stati affidati, forse entro giugno: si prevede una marea di ricorsi. Ma Resca non li teme: «Il ministero - dice - predispone solo le linee guida per i bandi, sono le direzioni regionali le stazioni appaltanti, e si faranno gare europee. Io non devo neanche astenermi». Uno che siede nei consigli damministrazione più disparati, dallEni a Versace, non è poi così sorprendente ritrovarlo a Casei Gerola, provincia di Pavia. Qui il vulcanico manager ferrarese, classe 1945, veste i panni del presidente di una finanziaria, la Finbieticola Casei Gerola, che secondo unaltra interrogazione, firmata da Giuseppe Giulietti (Gruppo misto), contatta amministratori locali per promuovere «una centrale elettrica alimentata da una graminacea (il sorgo), incontrando lopposizione dei Comuni circostanti, degli ambientalisti, e il giudizio seccamente negativo dello stesso presidente della Camera di commercio». Anche Giulietti solleva problemi di «incompatibilità». Ma Resca disegna uno scenario del tutto diverso. Il contesto è quello del settore bieticolo, in grave crisi da anni. «Io sto solo difendendo i lavoratori in cassa integrazione - replica - cerco di incoraggiare un investimento in una zona dove lagricoltura è in ginocchio promuovendo un progetto di energia verde. La mia è pura moral suasion: io non decido niente». Ma Resca, non pago dei suoi tanti incarichi, non ne disdegna di nuovi. Molti, per esempio, non capiscono il perché di quella nomina a commissario straordinario di Brera, visto che avrebbe potuto occuparsi della riorganizzazione e del rilancio dellAccademia e della Pinacoteca da direttore generale del ministero. Invece, ecco il decreto ad hoc, con quellemolumento extra che per Emilia De Biasi ed Emanuela Ghizzoni, due deputate del Pd che ieri hanno presentato uninterrogazione parlamentare, è semplicemente «immorale». Bondi giura che lincarico non costerà alle casse pubbliche più di sessantamila euro - «il 20 per cento dello 0,5 per cento dellimporto dei lavori a base di gara» - ma Gianfranco Cerasoli, della Uil, insiste, tabelle ministeriali alla mano: «Nel caso di Resca la tariffa, come del resto afferma lui stesso, deve remunerare un manager del suo livello e quindi non può che attestarsi al 5 per cento. Rinunci ai compensi, qualunque sia limporto». I precedenti non mancherebbero, a cominciare dallex direttore regionale del Lazio, Luciano Marchetti. Resca, però, non risponde alla provocazione: «Non entro in polemica con Cerasoli. Ho accettato di diventare direttore generale del ministero con un compenso incompatibile con quel che percepivo prima e voglio risanare un settore che negli ultimi quarantanni è stato distrutto». E i soldi investiti su di lui, assicura, stanno già dando i primi frutti, proprio a Milano: le presenze alla Pinacoteca, nel 2009, sono schizzate da 203mila a 337mila, quasi l80 per cento in più. «Anche nei primi dieci giorni del 2010 cè stato un incremento del 10 per cento». Per la Grande Brera si sta già muovendo: «Ho incontrato soprintendenti e dirigenti: credo che Milano meriti un museo e unaccademia a livello mondiale. E vedrete che ce la faremo».
MILANO - Bufera su Mario Resca: Bondi smentisce il maxicompenso di 2,5 milioni per lincarico a Brera, la Uil conferma le accuse
Il commissario straordinario per la Pinacoteca di Brera, Gianfranco Resca, è stato accusato di conflitti dinteresse per aver ricevuto un compenso di 2,5 milioni di euro come commissario dallo stipendio doro. Resca è anche membro del consiglio di amministrazione della Mondadori, che sta per mettere a gara i servizi aggiuntivi dei musei. Il ministro del turismo, Sandro Bondi, ha affermato che il compenso di Resca non costerà alle casse pubbliche più di 60mila euro. Tuttavia, il sindacato Uil ha contestato questa affermazione, affermando che il compenso dovrebbe essere del 5% del costo dei lavori.
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