Le conclusioni dei consulenti dei pm che indagano per truffa, abuso dufficio e falso nei confronti dei responsabili del project financing Il piano iniziale prevedeva sei strutture "calde", cioè in grado di generare redditi, e tre "fredde" Ne sono state costruite solo sei e tutte ridimensionate Il parcheggio Caduti dei lager è passato da tre a due piani, spariti gli spazi commerciali; il sottopasso Strozzi ha perso via via alcuni interventi complementari Il project financing denominato «Firenze Mobilità», dichiarato di pubblico interesse nel 2000 dal Comune di Firenze, avrebbe dovuto consegnare alla città nove opere di nuova realizzazione e non costare un solo euro di denaro pubblico. Il bilancio è però molto diverso: sono state realizzate soltanto sei delle nove opere previste, quasi tutte ridimensionate rispetto alle previsioni, e il Comune (cioè i cittadini) hanno tirato fuori un sacco di soldi. E la conclusione a cui sono giunti lingegner Vittorio Campedelli e larchitetto Eugenio Turrin, consulenti dei pm Giulio Monferini e Gianni Tei nel procedimento penale che vede imputati di falso, abuso dufficio e truffa ai danni del Comune lex dirigente dellurbanistica di Palazzo Vecchio Gaetano Di Benedetto, il presidente di Firenze Mobilità Vincenzo Di Nardo, dirigente della Baldassini-Tognozzi-Pontello (socia di maggioranza di Firenze Mobilità), il consigliere delegato della società Mario Pasquini, e Giorgio Formigli, legale rappresentante della Project Costruzioni, esecutrice dei lavori. Il procedimento riguardava una sola opera del project, il sottopasso di viale Strozzi, ma ora la procura ha deciso di estendere linchiesta a tutte le opere del project e - verosimilmente - di chiamare in causa ulteriori responsabilità. I consulenti hanno documentato con dati e cifre ciò che da anni era sotto gli occhi di tutti: il project si restringeva ma i costi aumentavano. Nel primo contratto di concessione, firmato il primo ottobre 2001, era stabilito che il concessionario Firenze Mobilità (oltre a prendere in gestione i parcheggi esistenti del Mercato Centrale e di Peretola) avrebbe dovuto realizzare 9 opere nuove, di cui sei "calde" (e cioè tali da generare redditi) e tre "fredde". Le sei opere "calde" previste erano: i parcheggi interrati in piazza Beccaria e piazza Caduti dei Lager (alla Fortezza), il parcheggio e la stazione di ricarica dei bus elettrici in piazzale Montelungo, il complesso multifunzionale di piazza Alberti, la passerella pedonale e il nuovo parcheggio dellaeroporto di Peretola, che il concessionario avrebbe poi gestito. Le tre opere "fredde" erano: il sottopasso di viale Strozzi, larea Ataf al lotto zero e il parco del Mensola. Delle nove opere previste non sono stati realizzati il parco del Mensola, la nuova area Ataf e il parcheggio e la passerella pedonale di Peretola. I progetti realizzati si sono quasi tutti "ristretti". Oltre al sottopasso di viale Strozzi, per il quale erano previste diverse opere complementari poi scomparse, il parcheggio di piazza Beccaria è passato («in assenza di qualsiasi motivazione di interesse pubblico», sostengono i consulenti) dai previsti 388 posti auto e 55 posti motorini a 205 posti auto e 23 posti motorini. Però il costo è cresciuto, passando da 6 milioni e 800 mila a 8 milioni e 200 mila euro. Il parcheggio di piazzale Caduti dei Lager è passato da tre a due piani interrati. I posti auto si sono ridotti da 878 a 545, i posti per motorini da 100 a 77. Spariti, dopo la maxi-polemica sullinterferenza con il complesso monumentale della Fortezza, gli spazi commerciali. Il costo è cresciuto da 16 milioni e 300 mila a 20 milioni e mezzo di euro. Il parcheggio e stazione di ricarica dei bus elettrici è stato spostato da piazzale Montelungo a viale Aleardi. Il costo è aumentato dai previsti 419 mila euro a 1.631 mila. Il complesso di piazza Alberti è lunico in cui i posti auto sono aumentati da 562 a 739 (più 26 box) e i posti motorino da 25 a 36. I costi sono saliti da 12 milioni e 300 mila a 16 milioni di euro. I consulenti sottolineano che il contratto di project obbliga il concessionario (cioè Firenze Mobilità) a realizzare a sue spese tutti gli interventi previsti, in cambio del diritto di sfruttare economicamente le opere "calde" (cioè i parcheggi) per la durata della concessione. Non è prevista la possibilità di proporre ed eseguire opere in diminuzione, perché ciò comporterebbe «la futura acquisizione da parte del concedente di opere di minore valore». Leventuale revisione della concessione «può riguardare esclusivamente la modifica delle tariffe o la durata della concessione», e non la modifica delle opere in progetto. E «il concedente è estraneo ad eventuali aumenti dei costi, che ricadono sul concessionario e che attengono al rischio di impresa». Se queste sono le regole di un contratto di project, a Firenze non sono state rispettate. Il progetto iniziale è stato continuamente trasformato e ridotto. Il Comune, che non avrebbe dovuto tirare fuori un solo euro, ha riconosciuto al concessionario Firenze Mobilità circa 8 milioni e mezzo di euro e ne ha già versati oltre 5. Buona parte dei guai, ma non tutti, nascono dalla modifica del progetto del parcheggio di via Caduti dei Lager, per il quale i consulenti della procura indicano una responsabilità della Soprintendenza, che prima lo aveva approvato e poi ci ripensò. Secondo i consulenti, i costi dichiarati dal costruttore (la società Project Costruzioni) risultano inferiori a quelli esposti dal concessionario Firenze Mobilità nella proposta di revisione del piano economico finanziario avanzata il 28 maggio 2008. Una differenza che i consulenti calcolano fra i 5 e gli 8 milioni di euro, a seconda dellincidenza degli oneri di concessione. Fermo restando questo non marginale dettaglio, i tecnici della procura concludono che il project si è risolto in un grave danno economico per il Comune, che si ritrova con opere di minor valore rispetto alle previsioni (parcheggi più piccoli) e con opere previste ma non realizzate (il parco del Mensola, larea Ataf, la passerella e il parcheggio di Peretola). Un danno che i consulenti quantificano in oltre 20 milioni di euro, pari al 39 dellinvestimento globale, in riferimento al primo contratto di concessione, e in 5 milioni di euro, pari a circa il 10 dellinvestimento globale, in riferimento al secondo contratto di concessione.