AVEZZANO. Un distretto culturale della Marsica sull'esempio dell'Inghilterra. Il progetto si propone la valorizzazione e la promozione del patrimonio archeologico, storico e artistico del comprensorio. Proposto dall'ex assessore comunale alla cultura Flavia De Sanctis, ha ricevuto già l'apprezzamento del ministero per i Beni culturali. Il capo della segreteria del ministro Bondi, Hullwek , ha definito il progetto «di straordinario interesse», garantendo il sostegno del ministero. Disponibili a partecipare all'attuazione del progetto si sono già dichiarati Regione Abruzzo, Provincia dell'Aquila, Comuni, Sovrintendenza archeologica d'Abruzzo, Arssa, Università dell'Aquila, Servizio sismico nazionale, Gal Marsica e Fondazione Carispaq. Il progetto, che verrebbe finanziato dall'Unione europea, prevede, tra l'altro, una mappa dei beni culturali e delle loro condizioni, al fine di chiedere finanziamenti mirati; la realizzazione del Museo del terremoto, che, oltre a rappresentare un «luogo della memoria collettiva», può diventare un centro di ricerca scientifica e un efficace strumento di protezione civile; una rassegna estiva di cinema, teatro e musica nei luoghi monumentali e artistici della Marsica, da programmare in collaborazione con le maggiori associazioni culturali del comprensorio; e infine la creazione di centri di servizi museali. «Per valorizzare il nostro patrimonio artistico e culturale, oltre tutto inserito in un paesaggio naturale di rara bellezza e unicità», spiega Flavia De Sanctis «punto di riferimento sono i musei. Nella Marsica, su questo fronte, purtroppo, siamo ancora molto indietro. I pochi musei esistenti sono di piccole dimensioni, spesso chiusi e solo occasionalmente aperti. E, comunque, ognuno di essi ha una propria storia individuale. Il nostro obiettivo è quello di comporre un tessuto organico di risorse culturali che possa qualificarsi come sistema. Così le diverse realtà museali-artistiche e archeologiche, anziché porsi in concorrenza possono diventare tra loro complementari». Realizzando in modo coordinato le varie iniziative, i costi verrebbero ridotti; i contatti con il turismo organizzato verrebbero facilitati e si potrebbe adottare un sistema tariffario integrato (trasporti-visite guidate-ingresso musei). Oltre alla valorizzazione delle opere d'arte e dei siti archeologici, il progetto prevede una serie di itinerari culturali. Come, ad esempio, gli insediamenti preistorici nella Marsica (Grotta Continenza), gli insediamenti romani (Alba Fucens, Marruvium), il lago Fucino, l'emissario di Claudio. «Finora», aggiunge la De Sanctis «uno dei limiti maggiori delle politiche culturali deriva dal fatto che queste tendono a parcellizzare gli ambiti di intervento, anziché valorizzare in modo più armonico l'insieme delle risorse del territorio. Il distretto culturale, inteso come sistema integrato di offerta-risorse-servizi, può costituire un'opportunità straordinaria per la valorizzazione del nostro patrimonio storico-culturale e lo sviluppo del territorio. Alcune città inglesi, come Liverpool, Glasgow, Manchester, dopo gli anni '70, per fronteggiare la crisi delle fabbriche hanno puntato decisamente sull'industria culturale, creando musei avveniristici e teatri e riqualificando le aree urbane. Lo stesso sta accadendo in Francia e in Spagna. Noi», conclude l'ex assessore «ne potremmo seguire l'esempio».