ROMA. Il 37 degli italiani è favorevole a donare fondi per il restauro dei beni artistici e monumentali. Lo dice un'indagine Doxa del 2003 sugli «Italiani e il loro patrimonio culturale», punto di partenza dell'iniziativa della Fondazione CittàItalia, che ha dato vita alla prima edizione delle Giornate di Raccolta Fondi a favore dei Beni Culturali. Il prossimo 25 e 26 settembre, in occasione delle giornate europee del patrimonio culturale, i cittadini saranno i protagonisti del recupero del patrimonio storico artistico delle loro città. «Restaurare l'arte è importante quanto farla» è lo slogan dell'iniziativa con l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio del Ministero per i Beni Culturali, e per contribuire basterà donare anche un solo euro. Già ventidue le città coinvolte, da Verona a Taranto, ma la lista è ancora aperta. La raccolta vedrà coinvolta la Rai che, oltre a trasmettere dal 1 settembre gli spot («Dai il tuo contributo all'arte che ti appartiene») della campagna pubblicitaria, da fine luglio riserverà nelle tre reti pubbliche spazio alla manifestazione attraverso i programmi «Uno mattina» «Estate», «Cominciamo bene» e il 25 e 26 settembre, come è già stato fatto per la ricerca medica, ci saranno programmi dedicati o una specie di Telethon. «E' una bellissima iniziativa - ha detto il ministro per i Beni Culturali, Giuliano Urbani -. I cittadini diventano donatori. C'è bisogno di iniziative mirate a salvare il nostro patrimonio. L'arte - ha continuato il ministro - è importante sotto vari profili, ma anche come calamita della vita economica. Gran parte del turismo culturale dall'estero viene per ammirare il nostro patrimonio artistico». Il segretario generale di «CittàItalia», Ledo Prato, ha ribadito che «è cresciuta nel nostro Paese la consapevolezza che la tutela del patrimonio chiama in causa ciascuno di noi. Sempre secondo un'indagine nel 1988 il 22 degli italiani sosteneva che il restauro dei beni culturali era un problema anche suo, nel 2003 la percentuale è salita al 56. I beni da restaurare - ha spiegato Prato - sono stati individuati con le amministrazioni pubbliche e la cifra prevista è fra i 100 e i 200 mila euro. La fondazione individuerà il tipo di impresa che realizzerà il restauro e i cittadini possono segnalare ulteriori beni da restaurare». Prato fa anche un «appello perché Governo e Parlamento non dimentichino le agevolazioni fiscali che in paesi come gli Stati Uniti assicurano al patrimonio risorse molto rilevanti». Questi alcuni dei progetti di restauro già approvati dalle Soprintendenze competenti per la prima edizione delle Giornate di Raccolta Fondi a favore dei Beni Culturali: le Arenarie e gli intonaci del Sottoportico del Palazzo dell'Archiginnasio di Antonio Moranti il Terribilia (1562-63) a Bologna; l'altare di San Benedetto nella Chiesa di San Nicola l'Arena (metà settecento) a Catania; gli affreschi della Cripta del Cristo Docente (XIV sec.) a Matera; l'altare della chiesa dello Spasimo (1516 ca.) a Palermo.