CORRADO CASTIGLIONE Spinoso, il caso-Furfaro semina caos in Consiglio, nella maggioranza come nell'opposizione, evidenziando crepe nel rapporto tra il sindaco e il «suo» partito. Slitta la discussione in aula e questo non giova a nessuno, se non a chi ha proposto quell'ordine del giorno che - intorno ad un presunto abuso edilizio - avanza il sospetto del conflitto di interessi fino a sollecitare le dimissioni dell'assessore. Così Mario Esposito (Unità delle Sinistre) raccoglie molto di più di quanto probabilmente non s'aspetti. La discussione in aula salta perché il capogruppo della Margherita Giorgio Nugnes chiede l'inversione dell'ordine dei lavori della seduta, che lascia irrisolto il nodo della Furfaro, per discutere il Bilancio e la ristrutturazione del «Palargento». Obiettivo non dichiarato: rallentare i lavori per l'acquisto dell'immobile di via Verdi, operazione cara al sindaco e che il «suo» partito osteggia, al punto da ipotizzare un altro percorso con lo spostamento del Consiglio al vecchio edificio dell'anagrafe in piazza Dante. Nugnes parla e la Iervolino è visibilmente contrariata. A Cardillo sussurra un labiale di facile lettura: «Non accettare». Ma ormai c'è poco da fare. Interviene dai banchi di An Amedeo Laboccetta e incalza: «D'accordo, l'importante è che la seduta si chiuda per le 16.30 (erano più o meno le 15, ndr)». Contro il rinvio anche i Ds che, cinque giorni prima dello sbarco del caso-Furfaro in Comune, chiedevano al presidente della Provincia Dino Di Palma cinque giorni di tempo ancora per la composizione della giunta: solo una coincidenza? Il rinvio sembra la cosa più naturale. Esposito accetta: «Vuoi vedere che per portare a compimento la mia azione politica io finisca per passare come quello che non vuole far approvare il rendiconto 2003 o che vuole ritardare i lavori di ripristino del palazzetto?». Insorge Pietro Mastranzo, capogruppo di Forza Italia, che adombra sospetti di un «inciucio» tra Esposito e la maggioranza: «Questo ordine del giorno sulla Furfaro va accertato, è pieno di condizionali». Ma tra i banchi dell'opposizione non tutti sono d'accordo. Poi interviene la Iervolino, accettando l'orientamento dell'aula: «L'ordine del giorno è improponibile: non è l'aula che può decidere se manca o no la fiducia a un assessore della giunta, ma solo il sindaco. Però, poiché si parla di correttezza e trasparenza e io sono sicurissima che il comportamento dell'assessore Furfaro non abbia nulla a che vedere con la mancanza di correttezza e trasparenza, chiedo ai capigruppo di non procrastinare l'argomento: non voglio che aleggino dubbi sull'operato di un assessore». Accanto al sindaco, dall'inizio della seduta, l'assessore alla Cultura Rachele Furfaro non si scompone, aspetta la conclusione di tutto: davanti a lei una cartella piena di documenti e quella sorta di memoria difensiva di tre paginette che la Iervolino utilizzerà al momento opportuno. Tutto rinviato dunque a oggi, quando i capigruppo decideranno come calendarizzare l'ordine dei lavori della prossima seduta. Circola una data: il 14 luglio, esattamente un giorno prima dell'insediamento del consiglio provinciale, quando Di Palma comunicherà la composizione della nuova giunta. Forse è solo un caso.