La denuncia della Uil: "Uno scandalo". Lui: "Non è competitivo con il privato" La soprintendente Bandera: "Giusto compenso per un lavoro eccezionale" Contrario Mariani dellAccademia "No al trasloco" troppi soldi per Mario Resca commissario della Grande Brera. A gridare allo scandalo è Gianfranco Cerasoli, della Uil: «Loperazione commissariale porterà ad attribuire a Resca un compenso che si aggira intorno ai 2,5 milioni di euro». Lex numero uno di McDonalds Italia si difende: «Il compenso non è affatto competitivo con quello previsto per un uomo di impresa come me». E mentre il sindacato annuncia lo stato dagitazione, i due fronti che a Milano si contrappongono sul futuro di Brera si dividono anche su questa polemica. «Cè bisogno di un commissario?», si chiede Gastone Mariani, direttore dellAccademia. Sandrina Bandera, la soprintendente da cui dipende la Pinacoteca, augura invece «buonissima fortuna» a Resca. E non ritiene affatto scandaloso il suo compenso: «È commisurato al lavoro eccezionale, dal punto di vista amministrativo, politico, sociale e di immagine, che ha di fronte a sé». Nel decreto firmato dal presidente del consiglio Berlusconi e pubblicato in Gazzetta Ufficiale al supermanager, che già percepisce 160mila euro allanno come direttore generale del ministero dei Beni culturali, è attribuita una retribuzione «pari a quella spettante al direttore dei lavori». Di norma questa figura percepisce il 5 per cento del totale dei lavori, e la risistemazione della Pinacoteca in un nuovo polo museale, con il trasferimento dellAccademia nella caserma di via Mascheroni, costerà, si prevede, almeno 50 milioni. Di qui il calcolo della Uil, giudicato «scandaloso», anzi «una vergogna» nel momento in cui il ministero dei Beni culturali taglia 1,5 miliardi di risorse. Per Resca, «il problema non è quanto prende il commissario ma perché si è dovuto commissariare: in quarantanni non si è riusciti a realizzare la "Grande Brera" e ancora oggi fa 300mila visitatori lanno quando invece musei nel mondo ne fanno da un milione in su. Brera è uno dei luoghi a cui il ministro Bondi voleva dare una nuova sistemazione. Io sono stato chiamato ad un incarico ed ho obbedito». Dovrà fare una grande opera di diplomazia: Mariani non ha nessuna intenzione di mollare, traslocando in via Mascheroni: «Noi vogliamo restare in Brera: senza laccademia muore. Se cè volontà politica, gli spazi si trovano». Lancia, però, segnali di apertura: «Ho avuto modo dincontrare Resca già due volte, è una persona squisita: se interessano i nostri spazi, parliamone, è dal '63 che si parla di traslochi. Anche se siamo i primi a essere entrati in quel palazzo, noi non siamo arroccati. Ma la caserma non può essere la soluzione. Si dice che disponga di 7000 metri ma solo 3500 sono calpestabili. E sono per lo più uffici le cui pareti non possono essere demolite. Vogliamo mettere lì tremila iscritti, mille dei quali stranieri, di una delle accademie più famose al mondo?». Sprizza entusiasmo, invece, la soprintendente Bandera. «Mi auguro di collaborare con Resca per il rilancio della Pinacoteca». La sua parte la farà, questanno, con la convenzione che sta per firmare con il Louvre: «Da settembre avviamo una serie importante di prestiti di opere di Leonardo e di Raffaello». Si parla, ad esempio, della leonardesca "Vergine delle Rocce", ma lei non vuole confermare. Chi invece proprio non manda giù il supercompenso a Resca sono gli studenti, che oggi si riuniranno per la prima assemblea dellanno: «È unassurdità che il commissario debba prendere così tanti soldi - dice Fabio Bertozzi, della Consulta - E sui progetti dovrebbero essere consultati anche gli studenti».