Dalla Montevivo all'ex Vitrum, ecco dove rimangono gli scheletri URBANISTICA I privati hanno bloccato i loro investimenti e il piano regolatore scadrà a fine mese Progetti ambiziosi e spazi da recuperare. Questo il binomio che doveva portare la città verso la riqualificazione cancellando ferite ancora aperte, vecchi insediamenti produttivi, scheletri dell'epopea del vetro, ora abbandonati e in preda anche ai veleni delle lavorazioni che venivano smaltiti direttamente nel terreno circostante. Ma questi grandi progetti stanno andando in fumo. Siamo a parlare di luoghi simbolo di Empoli come la ex Vitrum o la Montevivo dove i progetti si sono arrestati. Ma c'è anche gran parte dei Pua (Piani urbanistici attuativi) che prevedevano 600 metri cubi di nuova edificazione e che per circa l'80 sono rimasti fermi. I motivi sono vari: si va dalle incomprensioni tra privati o con il Comune alla crisi che ha raffreddato gli investimenti nel settore immobiliare. Un gelo che mette un calco di gesso sulla città e su cui ha sentito il bisogno di intervenire anche il sindaco Luciana Cappelli quasi con un ultimatum in vista della scadenza del piano regolatore prevista per il 26 gennaio. Il sindaco ha fatto esplicito riferimento a un paio di maxiintreventi che non sono mai decollati. «I proprietari devono decidere se portare avanti i loro progetti e devono farlo entro la scadenza prevista. Altrimenti rivaluteremo il tutto e non è detto che le condizioni restino le stesse». ALBERGO NELLA EX SVE. Tra i progetti sfumati c'è quello dell'albergo a quattro stelle nell'ex vetreria Sve, accanto al centro commerciale di S. Maria. L'imprenditore Andrea Bulgarella ha gettato la spugna. «Sono stufo - ha detto - dopo tre anni il nostro progetto non è stato approvato. I tempi del Comune sono diversi da quelli nostri e non c'è stata la possibilità di dialogare. Di conseguenza investirò da altre parti». «Purtroppo - spiega anche l'architetto Alberto Pacciardi di Pisa che ha seguito il progetto per il gruppo Bulgarella - a inizio di dicembre ho avuto un nuovo incontro in Comune dopo che anche il sindaco ci aveva invitato a prendere di nuovo contatto. Mi avevano detto che in una settimana sarei stato chiamato dal segretario generale. Sono passate le feste ma non abbiamo avuto più notizie». L'architetto aggiunge: «C'è stata lentezza da parte degli uffici per ottenere la variante che ci avrebbe permesso di costruire l'albergo - spiega Pacciardi - poi c'è stato disaccordo anche sulle condizioni della cessione del centro convegni, un'opera da due milioni e mezzo che noi non potevamo cedere gratuitamente al Comune». EX MONTEVIVO. La storia è lunga. L'ex stabilimento delle famiglie Montepagani e Del Vivo (da cui il nome) dove dal 1908 al 1985 sono stati prodotti additivi chimici, come acido solforico e solfato di rame, per l'agricoltura è da anni una bomba ecologica. Un'area diventata rifugio di immigrati, spesso fatta sgomberare, e dove sono intervenuti anche i pompieri per incendi che si sono sviluppati all'interno degli ex capannoni. La ex Montevivo ha una proprietà frammentata e la parte più estesa è della società Empoli est che voleva portare avanti la conversione dell'area in appartamenti e spazi commerciali per 72mila metri cubi. Ma i quattro milioni circa da spendere per la bonifica dell'area, quanti erano stati calcolati dal piano di caratterizzazione già approvato, e incomprensioni tra i 7 proprietari dell'area hanno congelato i lavori. EX VITRUM. Un'area nel cuore della città, in via Giovanni da Empoli, con un capannone da archeologia industriale e fabbricati annessi ormai con tetti scoperti o al cui interno sono nati anche alberi. L'ex Vitrum è stata chiusa venti anni fa dopo un glorioso passato. Anche qui dovevano sorgere appartamenti, negozi e una piazza. L'iter urbanistico è stato completato ma il cantiere non parte.