Non tutte le luci di Natale si spengono finite le feste. Alcune delle realizzazioni progettate da nomi del design continueranno ad illuminare la città in modo permanente. Come «Le punte di Milano» di Michele De Lucchi sul tetto della Triennale, o «Tutti i colori del bianco» di Italo Rota nei portici dellArengario. Fino alla illuminazione della Stazione Centrale, opera di Alain Guilhot. La Torre Branca continuerà ad essere luminosa di notte grazie al progetto di Guzzini, mentre le grandi lampade «Spiro gira» di Patricia Urquiola in corso Vittorio Emanuele saranno spostate in corso Como. Sono queste le decisioni prese dallassessorato allArredo urbano, in accordo con la Sovrintendenza, alla fine di «Led-Light exhibition design», il festival internazionale della luce creato per la città durante il periodo natalizio. «Abbiamo pensato - spiega lassessore Cadeo - che alcune installazioni di grande design, quelle che ben valorizzano alcuni luoghi al di là della illuminazione natalizia, possono restare in modo permanente». Lassessore spera anche che i responsabili del Duomo decidano di mantenere i bellissimi interventi di «Luce sacra» firmati da Castagna Ravelli: le vetrate della cattedrale illuminate dallinterno, che proiettano allesterno tutta la loro bellezza, creando di notte unatmosfera magica. In tutto non verranno smantellati sei interventi di design: oltre i già citati, restano le luci progettate per la Chiesa di San Francesco al Fopponino e per il ponte sul Naviglio.