Armi e reperti archeologici in casa, la difesa dell'imputato prende tempo E' stato rinviato al prossimo 2 aprile il processo a carico di un sessantunenne di Aprilia, S.C. accusato di possesso di armi e materiale esplodente. L'anziano, residente ad Aprilia, era stato arrestato lo scorso 10 dicembre in un'abitazione di Ardea. In quel sito i carabinieri, nel corso di una perquisizone mirata, avevano rinvenuto un piccolo arsenale composto da armi di origine bellica ma anche bombe al fosforo. La particolarità dei rinvenimenti era che, insieme agli ordigni, gli uomini dell'Arma avevano rinvenuto anche una quantità ingente di reperti archeologici. In tutto circa trecento pezzi di varia natura, che proverrebbero da siti storici del Lazio. Secondo quanto stabilito dagli inquirenti, il sessantunenne sarebbe un «tombarolo», vale a dire persona dedita a scoprire e portar via reperti storici da siti archeologici. Forse le armi sarebbero state trovate dall'uomo nel corso dei suoi vari scavi. Nel corso dell'udienza di ieri mattina, presso il Tribunale di Latina, il difensore dell'aprilaino, l'avvocato Orlando Mariani, ha chiesto i termini a difesa per il suo assistito, vale a dire la possibilità di valutare nuovi atti emersi nel corso dell'inchiesta. Da sottolineare che che l'imputato ha restituito diversi altri reperti archeologici che aveva in suo possesso. La perquisizione a casa di S.C. era scattata dopo che i carabinieri avevano eseguito alcune operazioni di controllo della persona a seguito di movimenti sospetti di un soggetto noto per essere un appassionato di armi.
APRILIA - Slitta ad aprile il processo per il tombarolo
Un sessantunenne di Aprilia è stato rinviato al prossimo 2 aprile il processo a carico di possesso di armi e materiale esplodente. Durante la perquisizione a casa di Ardea, i carabinieri hanno trovato un piccolo arsenale e reperti archeologici, tra cui 300 pezzi provenienti da siti storici del Lazio. L'imputato, un tombarolo, sarebbe stato in grado di trovare le armi durante i suoi scavi. Il difensore ha chiesto i termini a difesa, richiedendo la possibilità di valutare nuovi atti emersi durante l'inchiesta. L'imputato ha restituito diversi reperti archeologici.
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