Appello allordine degli avvocati contro i promotori della class ation: è solo una petizione Non un appello formale certo, eppure la lettera inviata al presidente della Repubblica da Ascanio Amenduni, legale della famiglia Messeni Nemagna, proprietaria del teatro Petruzzelli, suona come uno strumento perché innanzitutto il capo dello Stato sappia. Ancora di più alla vigilia della presenza al politeama di Napolitano, in agenda venerdì prossimo per la cerimonia di intitolazione ad Aldo Moro dellAteneo barese. «La resa alla legalità contrattuale e giurisdizionale - spiega Amenduni - può dipendere anche dalla presa di coscienza dei fatti da parte delle massime autorità della nostra Repubblica». La lettera inviata per conoscenza al presidente Napolitano e al premier Berlusconi da Amenduni è, infatti, formalmente indirizzata a tutti i soggetti istituzionali parti in causa del controverso protocollo dintesa del 21 novembre 2002, latto che spianò la strada alla ricostruzione del teatro nonché alla sua gestione attraverso un contratto quarantennale, a far dalla riapertura, che prevedeva un canone corrispettivo annuo di 500mila euro a beneficio della famiglia Messeni e a carico della Fondazione lirico sinfonica. «Siamo invece vittime - lamenta Amenduni - di un esproprio bis, di fatto e di gruppo, così come ho precisato nella mia lettera al presidente Napolitano. Un atto usurpativo del contratto, dal momento che la Fondazione gestisce sì il teatro ma non nel rispetto di quel protocollo. Ovvero senza versare alcun canone e rigettando la validità di quellintesa». E qui, nella sua lettera, Amenduni ricorda che lefficacia del protocollo del 2002 è stata ribadita dal tribunale di Bari, attraverso una sentenza collegiale emessa il 18 dicembre scorso. Anche alla luce di questo pronunciamento della magistratura, e in vista delludienza del 15 marzo, fissata per discutere del ricorso di spoglio presentato da Amenduni, la perentoria richiesta del legale di «far cessare tutto ciò che è stato fatto per ostacolare, e che tuttora impedisce, lesecuzione del protocollo dintesa. In uno Stato di diritto, quale il nostro, la cultura della legalità non può non partire dal rispetto degli impegni presi attraverso un contratto. Ancora di più quando è sottoscritto da enti pubblici e dallo Stato stesso, tenuti a dare buon esempio. Ed è per questo che abbiamo voluto informare della situazione il supremo tutore dello Stato di diritto, il presidente della Repubblica appunto». Parte invece dal bisettimanale Puglia doggi un appello al presidente dellOrdine degli avvocati di Bari, Emanuele Virgintino perché chiarisca se un avvocato può «inventare un istituto giuridico inesistente nellordinamento repubblicano». Ed ancora: «Non esiste nessuna "class action procedimentale", né tanto meno è vero che il ministero per i Beni culturali vi abbia aderito». Il jaccuse di Puglia doggi è diretto allavvocato Luigi Paccione, promotore della class action per il Petruzzelli: «È una mera petizione online come se ne fanno tante e anche troppe. Come è facilmente verificabile, anche attraverso il sito web dedicato alla iniziativa di Paccione, latto che è stato roboantemente definito in quel modo è una mera «citazione davanti al Tribunale civile, che niente ha a che fare con la class action entrata in vigore nel nostro Paese (soltanto pochi giorni fa, peraltro) e che è stato firmato da due comuni cittadini italiani. Nulla di più».
BARI - Petruzzelli, gli eredi a Napolitano "Esproprio bis sul nostro teatro"
Un avvocato, Ascanio Amenduni, ha inviato una lettera al presidente della Repubblica e al premier Berlusconi, denunciando l'esproprio del teatro Petruzzelli a Napoli e chiedendo di far cessare le azioni che ostacolano l'esecuzione del contratto di gestione del teatro. Amenduni sostiene che la famiglia Messeni Nemagna, proprietaria del teatro, è stata vittima di un esproprio bis e che la Fondazione lirico sinfonica ha usurpatato il contratto di gestione senza versare il canone annuo di 500mila euro. La lettera è stata inviata per conoscenza e non è un appello formale.
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