Intervista con il direttore Andrea Ferrarese alla vigilia di importanti appuntamenti Il polo unico sta preparando gli eventi per i 40 anni dalla scomparsa di Maria Fioroni, i 500 dalla morte di Giovanni Cotta e i 150 dell'unità d'Italia È nato in ritardo, il polo unico museale di Legnago. Ma è già atteso da sfide importanti. Dopo aver vissuto il passaggio delle consegne amministrativo tra chi lo inventò - l'assessore alla Cultura dell'era Gandini, Clara Scapin - e chi dovrà invece dargli un futuro - la giunta guidata dal leghista Roberto Rettondini -, nei prossimi 24 mesi la struttura che ha unito il museo Fioroni ed il Centro ambientale archeologico sarà chiamata a far fronte a tre impegni che ne misureranno competenza e capacità: il 40 anniversario della morte di Maria Fioroni a marzo, il 500 anniversario della morte di Giovanni Cotta in agosto e i 150 anni dell'unità d'Italia nel 2011. Sfide che arrivano troppo presto? No, anche se il percorso che ha portato al polo unico è stato lunghissimo e tortuoso. La rete museale si è concretizzata solo a fine novembre. Questo 2010 sarà dunque l'anno della prova della verità? Sì. Ma non ci arriviamo impreparati, visto che la piattaforma didattica per coinvolgere le scuole della Bassa è già una realtà. Restano da organizzare i grandi appuntamenti che il calendario vi costringe a rispettare. Si tratta di due coincidenze che però ci permetteranno di dividere l'anno a metà. Prima i 40 anni dalla morte di Maria Fioroni, poi i 500 di quella di Giovanni Cotta. Senza pesare sulla normale programmazione della rete museale, che verrà addirittura implementata. Siete già al lavoro? Certo. Soprattutto perché quella relativa a Maria Fioroni sarà anche l'occasione per fare il punto su tante cose. Il 2008 ci è servito per fare il bilancio sulla Fondazione. Quest'anno vorremmo incentrare l'attenzione sulla figura della Fioroni. E su alcune cose di lei che i legnaghesi non sanno ma che dovrebbero sapere. Ad esempio? Il ruolo di benefattrice che ha avuto per la città. Un episodio su tutti: nel 1964 tirò fuori di tasca propria 40 milioni di allora, equivalenti a circa 400mila euro di oggi, per fare il reparto pediatrico dell'ospedale legnaghese. Finanziò anche gli asili di Torretta e Vangadizza ed una serie di pulmini acquistati e donati a chi ne aveva bisogno. Per le celebrazioni avete già dei punti fermi? Il primo è la riedizione del volumetto «Armi e maioliche antiche di Legnago», oggi rarissimo. La stessa Fioroni lo fece stampare nel 1950 a sue spese. È la prima cosa stampata che racconta l'istituzione appena creata. L'autore del volume è Giuseppe Morazzoni, uno dei massimi esperti di quella che allora si chiamava arte minore: quella delle ceramiche. E l'obiettivo dichiarato era quello di far conoscere al mondo il museo Fioroni: tanto che metà delle 400 copie vennero stampate in inglese. Ed oggi alcune di quelle sono conservate nelle più importanti biblioteche universitarie degli Stati uniti, compresa quella del Congresso. Quali saranno i tempi delle celebrazioni fioroniane? Dovremmo partire a marzo ed arrivare fino all'estate, quando ci sarà il passaggio del testimone con quelle che avranno per protagonista Giovanni Cotta. Anche in questo caso siete già al lavoro? Certamente. A partire da settembre prevediamo una mostra ed una serie di iniziative collaterali, compreso un annullo postate speciale, che coinvolgeranno anche il liceo. La mostra sarà l'aspetto centrale: verrà montata al Fioroni nelle sale medioevali del piano terra con l'obiettivo di ricostruire la vita e le opere del Cotta ma anche di di far rivivere la Legnago del Rinascimento, già fortezza ma non ancora modificata dal Sammicheli. E com'era la Legnago tra il '400 ed il '500? Era una cittadina in espansione dal punto di vista demografica, ricca, dotata di una propria elite. Era una realtà che poteva competere con Verona e che, anzi, quando poteva cercava di sgravarsi dal peso della città che cercava, invece, di limitarne al massimo lo spirito di emancipazione e di autonomia. Una cittadina nella quale iniziava ad imporsi l'arte della ceramica che è coeva con l'esperienza letteraria di Cotta. Una realtà diversa da quella che vide muoversi Maria Fioroni cinque secoli dopo. Realtà non confrontabili. Ma chi vorrà potrà farlo perchè anche in occasione delle celebrazioni per la morte della Fioroni l'idea è quella di ricostruire la Legnago degli ultimi anni Sessanta-Settanta con una serie di iniziative che investiranno diversi ambiti culturali. E che ci permetteranno di sfruttare il vasto patrimonio iconografiche che il museo ha di quel periodo. All'insegna di quella sorta di epitaffio firmato da lei stessa: Posso andarmene convinta di essere riuscita a creare gli strumenti per fare in modo che Legnago cresca nel suo futuro guardando al suo passato. Maria Fioroni, Giovanni Cotta e poi neanche un momento per tirare il fiato perché arriverà la scadenza forse più importante. I 150 anni dell'unità d'Italia nel 2011. Un anniversario che Legago ed il Fioroni intendono celebrare non in maniera agiogafrica ma convinti di poter recitare un ruolo fondamentale. Non dimentichiamo che il primo nucleo del nostro museo è quello risorgimentale. Quando Maria Fioroni iniziò l'opera aveva in mente proprio l'idea di raccontare quel periodo della storia italiana, anche se poi con i decenni ci si è allargati a tutte le altre epoche storiche. Non solo: in Italia i musei risorgimentali si contano sulle dita di una mano. E quello di Legnago è uno di questi, con cimeli che tutti gli altri ci invidiano. C'è un comitato nazionale che sta organizzando le celebrazioni: vi ha già contattato? No. Ma sarà la sovrintendenza di Verona a fare da tramite. Comune, Provincia e Regione sono state coinvolte? No, ma non tocca a loro fare qualcosa. Caso mai alla Presidenza del Consiglio che gestirà tutta la macchina celebrativa tramite il ministero dei Beni culturali Magari qualche parlamentare locale può fare qualcosa... Bisogna conoscerli... Noi abbiamo deciso di seguire la strada istituzionale rivolgendoci alla sovrintendenza, che è il referente diretto. Del resto le raccomandazioni servono a poco visto che la concorrenza è così scarsa... Come ho già detto, i musei risorgimentali sono davvero pochi in Italia.
LEGNAGO. Rete museale alla prova di un tris di celebrazioni
Il direttore del polo unico museale di Legnago, Andrea Ferrarese, parla alla vigilia di importanti appuntamenti. Il polo unico sta preparando gli eventi per il 40° anniversario della morte di Maria Fioroni, i 500° dalla morte di Giovanni Cotta e i 150° dell'unità d'Italia. Ferrarese afferma che le sfide arrivano troppo presto, ma il polo unico è pronto a far fronte a queste. La piattaforma didattica per coinvolgere le scuole della Bassa è già una realtà. Ferrarese annuncia che la mostra su Giovanni Cotta sarà montata al Fioroni e che ci saranno iniziative collaterali, compresa una mostra speciale.
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