Dalla villa romana della famiglia giungerà "Il riposo durante la fuga in Egitto", opera giovanile del maestro Primavera con il genio di Michelangelo Merisi ospitato nella reggia di Fassolo che fu del grande Ammiraglio Arriva Caravaggio, a far primavera. Il bellissimo Riposo durante la fuga in Egitto di Michelangelo Merisi sarà il clou di una grande mostra, Caravaggio e la fuga. La pittura paesaggistica nelle collezioni Doria Pamphilj, dal 26 marzo al Palazzo del Principe. Un viaggio mai cucito prima nelle antiche ville della famiglia (oggi tutte alienate, qualcuna è andata distrutta) attraverso i loro tesori darte: Genova, fino al 26 settembre, sarà la prima tappa dellesposizione che poi si trasferirà nel palazzo Doria-Pamphilj di Roma. E la mostra riapre il grande mistero del passaggio genovese di Caravaggio: quellagosto 1605, in cui il grande e intemperante pittore venne ospitato da Giovanni Andrea Doria (come ha dimostrato lo storico dellarte genovese Piero Boccardo). Il nipote di Andrea Doria gli offrì di affrescare una loggia per una cifra esorbitante, 6000 scudi, ma il pittore, a sorpresa, rifiutò. «Caravaggio dovette fuggire da Roma perché aveva ferito un notaio - spiega Laura Stagno, ricercatrice allUniversità di Genova e curatrice del Palazzo del Principe - così sappiamo con certezza che il 6 agosto si trovava a Genova. A documentarlo è il resoconto scritto dallambasciatore degli Este: stava braccando il pittore per farsi restituire un quadro per il duca e così, seguendolo, ci fornisce una preziosa indicazione sugli spostamenti del Merisi». Perché proprio a Genova? «Lipotesi dello storico dellarte Maurizio Calvesi rimane la più plausibile - prosegue Stagno -; un ramo della famiglia Colonna, protettrice di Caravaggio era strettamente imparentata con i Doria. Ecco perché il pittore trovò rifugio in città». È lo stesso ambasciatore a rivelare un particolare prezioso del soggiorno genovese di Caravaggio: Merisi rifiutò di affrescare una "loggia" per il suo ospite, disposto a ricoprire di denaro il pittore. Caravaggio, comunque, ripartì presto, il 24 agosto era di nuovo a Roma. «Questa sarà la prima di una serie di mostre con cui la famiglia Doria-Pamphilj metterà in luce le proprie collezioni, valorizzando il palazzo del Principe di Genova con una grande mostra ogni anno», spiega Stagno. E larrivo de Il riposo durante la fuga in Egitto, conservato nel palazzo romano, è il primo atto: mai esposto a Genova, Caravaggio lo finì nel 1596, opera giovanile coeva al celebre Bacco e di un anno precedente al Canestro con frutta. La mostra sarà divisa in sei sezioni, ciascuna declinata in una sala del Palazzo e dedicata alle ville Doria-Pamphilj, con le preziose opere pittoriche di paesaggio che le arredavano: la prima sezione è dedicata alla Villa Centurione Doria di Pegli, acquistata nel 1584 da Giovanni Andrea Doria. Curata da Massimiliano Floridi, storico dellarte e consorte di Gesine Doria Pamphilj, Laura Stagno, Andrea De Marchi, direttore storico dellarte presso il Ministero dei Beni culturali e curatore del palazzo Doria Pamphilj di Roma, Alessandra Mercantini, responsabile dellarchivio storico della famiglia Doria-Pamphilj, intorno alla mostra si snoderanno convegni e attività per entrare ancora più a fondo in questa eccezionale storia di committenza.