Il settimanale in edicola oggi rivela un retroscena delliter per il maxipalazzo Ombre su Giuseppe Zampino in rapporto al progetto Crescent. Il soprintendente avrebbe dato lok al Comune di Salerno, per un maxi-edificio destinato a stravolgere il profilo del lungomare, nello stesso momento in cui otteneva dal Comune un finanziamento di 504 mila euro per lorganizzazione di un convegno e lallestimento di un archivio dellarchitettura contemporanea. A raccontare la storia del "mostro del golfo di Salerno" e i suoi retroscena è Lespresso che, in un lungo servizio sul numero in edicola oggi, ripercorre le tappe della vicenda. Una piazza da ventisettemila metri quadri "incorniciata" da un maxiedificio, il "Crescent", alto 33.25 metri e lungo 215 che la abbraccerà a semicerchio e verrà interamente destinato ai privati. È scontro a Salerno sul progetto che riguarda una delle aree più pregiate della città, quella che dal porto turistico corre sul lungomare verso la spiaggia di Santa Teresa. Un progetto «di valore mondiale» per il sindaco diessino Vincenzo De Luca. Un «mostro» per i circa quattromila cittadini aderenti al comitato "No Crescent", a cui dà ragione anche il presidente della Provincia Edmondo Cirielli (Pdl), che parla di «unopera obbrobriosa, un palazzone di cemento che deturpa la prospettiva della città». Il progetto, che riguarda unarea demaniale acquistata dal Comune per 10 milioni di euro, è dellarchitetto catalano Ricardo Bofill e, ricostruisce Lespresso, viene approvato il 18 febbraio 2008 dalla giunta De Luca, che lo stesso giorno invia gli atti alla Soprintendenza competente di Salerno e Avellino. Autorizzato dal silenzio-assenso, il Comune approva il 10 dicembre 2008 il progetto definitivo dellarchitetto Bofill. Ma deve ancora passare per la Soprintendenza, da cui dipende lapprovazione finale: arriverà il 2 marzo 2009, la stessa data in cui il soprintendente Zampino ottiene il finanziamento da De Luca. Così, secondo Lespresso, il progetto è approvato. Il comitato No Crescent però non si arrende: presenta ricorso e il Tar di Salerno boccia in blocco loperazione. Poi anche la Provincia di Salerno si schiera a fianco del comitato, mentre Italia Nostra presenta un proprio ricorso.