Sarebbe meglio mantenere una destinazione termale ma come punto di aggregazione cittadino Livorno. È allo studio un progetto con il Comune. «Poi punteremo a un finanziamento europeo» Intervista al soprintendente: ecco come troveremo i soldi Sorpresa, in positivo, per la discussione via Facebook sulle Terme del Corallo, un bene che dovrà essere restaurato e riconsegnato, un pezzo alla volta, alla città. E che sarebbe giusto trovasse una destinazione d'uso che si ricolleghi in qualche modo all'antica attività termale. Gugliermo Malchiodi, soprintendente ai beni culturali, parla delle Terme del Corallo. «Faremo un progetto insieme al Comune, per risparmiare tempo e denaro, e parteciperemo a un bando europeo per i finanziamenti». LIVORNO. Sorpresa, in positivo, per la discussione via Facebook sulle Terme del Corallo, un bene che dovrà essere restaurato e riconsegnato, un pezzo alla volta, alla città. E che sarebbe giusto trovasse una destinazione d'uso che si ricolleghi in qualche modo all'antica attività termale. Gugliermo Malchiodi, soprintendente ai beni culturali, parla della sua visione delle Terme del Corallo dopo che la storica struttura è passata di proprietà al Comune di Livorno. Prima di tutto Facebook: cosa pensa del fatto che quasi duemila persone discutano di cosa fare delle ex Terme? «Una sorpresa davvero positiva: era ora che i livornesi e non solo si interessassero in prima persona a questo monumento. Forse potrebbe essere il segnale che la mentalità cittadina sta cambiando e in meglio». E secondo la Soprintendenza quale sarebbe una destinazione corretta di questa struttura? «Una destinazione che tenesse conto di quella che era la sua attività di centro termale, e che in qualche modo vi si ricollegasse». Lo pensano in molti, ma c'è il problema della falda idrica inquinata. «In effetti è un problema, ma in qualche modo lo si potrebbe superare: non è necessario usare quell'acqua, la si potrebbe far arrivare anche da altrove, specie se qui si realizzassero delle strutture termali che fornissero servizi alla persona». Un centro benessere? «Potrebbe essere, ma attenzione, non deve essere assolutamente qualcosa di esclusivo, riservato a chi può spendere somme importanti, ma una struttura che sia davvero aperta al pubblico». In che senso aperta? «Nel senso che deve diventare un punto di riunione, di aggregazione, insomma, "fare città": qui c'era un luogo di passeggio e di incontro, e questo deve tornare ad essere. Penso ad esempio, più che ad una biblioteca, ad un posto dove si possa anche sentire musica e non solo». Ma quanto costeranno i restauri? «Il restauro totale diversi milioni, per mettere in sicurezza la struttura ed evitare crolli, un milione dovrebbe bastare. E soprattutto per sistemare il parco dovrebbero essere sufficienti i 300mila euro versati da Bottoni e Cagliata. E questo del parco dovrà essere il punto di partenza: infatti non si deve pensare di fare tutto subito, ma di procedere passo dopo passo, arrivando spero anche ad eliminare quella bruttura del cavalcaferrovia. Così magari si può intanto aprire il parco e magari sistemare la zona anteriore delle terme, poi restaurare una parte dopo l'altra: l'importante è aprire al pubblico la struttura prima possibile e andare avanti. Lo abbiamo fatto con la Fortezza Vecchia ed ha funzionato. E non dovremmo nemmeno escludere a priori un pagamento di un piccolo biglietto d'ingresso per fiananziare le manutenzioni, come succede ad esempio al giardino di Boboli a Firenze. E comunque sul tema dell'ex Corallo ho già in programma un incontro con l'assessore Bruno Picchi nei prossimi giorni Ma resta il problema di dove trovare i soldi? «Ogni anno escono bandi per cospicui finanziamenti dell'Unione Europea: bisognerà darsi da fare per cercare un'occasione in cui far rientrare gli interventi per l'Ex Corallo. Magari studiando qualcosa che si possa collegare ad altre realtà europee. Tanto per fare un esempio, se ci fosse qualcosa che riguarda il termalismo ci potremmo consorziare a località termali estere e sfruttare insieme le occasioni di finanziamento Ue». E come si può fare a partecipare a questi bandi e in che modo la Soprintendenza può aiutare il Comune a reperire fondi? «Bisogna presentare dei progetti e farlo nei tempi giusti. In questo senso è importante la collaborazione tra Soprintendenza e Comune. Infatti noi possiamo lavorare insieme nella stesura dei progetti, facendo sì che siano subito redatti secondo tutte le indicazioni in materia. In questo modo si risparmierebbero tempo e soldi». In questi giorni si è parlato del degrado di un altro monumento storico livornese, l'Acquedotto Leopoldino. Come stanno le cose a proposito?. «Anche qui ci stiamo muovendo per trovare una soluzione insieme agli enti locali. E ricordo che sarebbe davvero importante che si riuscisse a ricollegare finalmente tutte queste strutture, dalle opere del Poccianti, acquedotto, Cisternone e Cisternini, con le Terme del Corallo, per arrivare a una sorta di "percorso delle acque" che attraversi la città e il territorio di Livorno». L'INAUGURAZIONE. «I primi inviti ai fan di Facebook» LIVORNO. «Quando verrà finalmente riaperto il parco delle Terme del Corallo, per prime dovrebbero essere invitate tutte quelle persone che hanno acceso la discussione attraverso Facebook su come salvare la struttura dal degrado». Il soprintendente Gugliermo Malchiodi vede nell'iniziativa via internet una potente leva per aiutare a smuovere le cose in questo settore. «Anche questo - conclude il soprintendente - mi fa essere ottimista su questa vicenda» Qualsiasi uso, ma basta degrado. L'animatrice del forum sul web: «Ora atti concreti». «Anche se siamo un popolo virtuale chiediamo cose reali» Ho letto con piacere dell'attenzione che il sindaco ha posto sul nostro gruppo "Salviamo le terme del Corallo". Dell'interesse per il movimento di idee che si è andato creando e per ciò che in pratica può meritare di attenzione. Mi lascia però perplessa questa idea ricorrente di capitolare in fatto di esistenza di acqua minerale. Nell'articolo apparso sul Tirreno del 7 scorso, si dice: «La sorgente è esaurita...», mi chiedo ma quale, visto che ne esistevano molte ed inoltre: «...sono stati fatti studi idrogeologici..» mi chiedo nuovamente si possono avere le relazioni tecniche? Quali pozzi sono stati esaminati? Quali terreni sono stati sondati? Che tutta la zona nord-est sia ricca di queste acque se ne deduce dalla clausola che la società Acque della Salute aggiunse al contratto di cessione dei terreni al Comune, terreni relativi alla zona della stazione fino alla Puzzolente. L'amministrazione locale non doveva usare quelle aree per ricavarvi pozzi o sorgenti, o stabilimenti di acque termali. Quando furono fatti gli studi stratigrafici e geologici dei terreni interessati dalle fondazioni dei pali del cavalcaferrovia prospiciente le terme, se ne è avuto conferma. Nelle considerazioni annotate nello studio si legge: «appena finita la perforazione, l'acqua risale al piano di campagna e trabocca con evidenti tracce di gas...» Altri scavi, quali quelli per la costruzione della torre della Cigna sono stati allagati più e più volte ed ancora adesso creano problemi di stabilità all'edificio. In più gli orti nei dintorni prossimi hanno pozzi dai quali esce acqua "salata" (da me analizzati nel 2006). Quindi è azzardato affermare che l'acqua non c'è. Il Pozzo dell'Angelo situato a Porta a terra che dà "acqua Corallo" da moltissimi anni e che nel 1964 riusciva ad alimentare una produzione di 40 mila litri al giorno tra acqua Corallo, bibite Corallo e Coca-Cola è ancora funzionante. Nel 2001 un mio sopralluogo lo ha constatato. La richiesta dei cittadini, comunque e al di là di tutto, è quella di assicurare un restauro dello stabilimento termale, qualsiasi uso poi se ne possa fare. Una moderna Spa, non sarebbe una cattiva idea dato che esiste una grossa fetta di mercato turistico indirizzato in tale destinazione, che sia fattibile è un altro problema. Così come un museo, o perché no la sede una un corso di laurea ad esempio in Architettura. Capisco benissimo che il problema fondamentale è il reperimento dei finanziamenti, ma ciò non deve spaventare l'amministrazione comunale se ha voglia di impegnarsi per la città. Anche per smentire le voci che a Livorno nessuno tiene a cuore la propria storia ed i suoi monumenti. Il popolo di Facebook sarà anche virtuale ma ciò che chiede è estremamente reale così come è reale l'inaccettabile abbandono delle terme "Acque della Salute".