Il Sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali, con delega per l'UNESCO, on. Nicola Bono, ha comunicato che il Comitato del Patrimonio Mondiale, nel corso della 28 Sessione, tenutasi a Suzhou (Cina), ha iscritto nella Lista dell'UNESCO due nuovi siti italiani, "Le Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia" e la "Val d'Orcia", nella categoria dei beni culturali. On. Bono, un'ottima affermazione.... "Sicuramente, con questo importante riconoscimento - ha dichiarato l'on. Nicola Bono - l'Italia vanta ben 39 siti iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità, diventando così Paese leader per numero di iscrizioni. " Quale è stato il segreto dell'Italia? "Il lavoro svolto negli ultimi anni, concretizzato dalla delegazione italiana, guidata dall'ambasciatore Caruso con la collaborazione di autorevoli esponenti del Ministero per i Beni Culturali, che ha prodotto uno sforzo enorme, che ha consentito, in un'unica sessione l'iscrizione di due siti italiani nella lista dell'Unesco, in deroga al limite di una sola iscrizione l'anno per ogni nazione Questo prestigioso risultato è il frutto di un lavoro di squadra cui hanno partecipato le Soprintendenze competenti, gli estensori dei due Piani di Gestione, ma anche il risultato di scelte strategiche, come il potenziamento del Nucleo di lavoro Unesco del Ministero dei Beni Culturali e l'istituzione della Commissione nazionale per la redazione dei "Piani di Gestione" e il monitoraggio dei "Sistemi Turistici Locali". Quindi, i Piani di Gestione rappresentano un fiore all'occhiello della nostra organizzazione? "L'aver predisposto ottimi Piani di Gestione dei siti è stato fondamentale. Il Piano di Gestione rappresenta, infatti, uno strumento indispensabile per organizzare tutte le risorse del territorio e creare le necessarie premesse per lo sviluppo del turismo culturale. Le politiche di valorizzazione e tutela che stiamo portando avanti in tutti i nostri siti, hanno come obiettivo primario il coinvolgimento di tutte le realtà produttive e culturali che possano concorrere allo sviluppo economico e sociale del Paese". La motivazione del riconoscimento per le Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia è stata: Capolavoro del genio creativo degli etruschi, contengono affreschi eccezionali per la loro qualità ed il loro contenuto, che mettono in luce gli aspetti della vita, della morte e della religione di questa antica popolazione. Cerveteri mostra, in un contesto funerario, la stessa pianta urbana e gli schemi architettonici utilizzati nelle antiche città. Le due Necropoli, costituiscono l'unica ed eccezionale testimonianza dell'antica civiltà etrusca, la sola esperienza di civilizzazione urbana di epoca pre-romana. Inoltre, riprendendo nei loro affreschi aspetti della vita quotidiana dell'epoca, gli etruschi ci hanno lasciato, grazie a Cerveteri e Tarquinia, una testimonianza unica della loro civiltà. Con l'ammissione delle necropoli etrusche di Tarquinia e Cerveteri nella lista del patrimonio mondiale Unesco, salgono a quattro i siti del Lazio che hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento. Gli altri, sono: 1980 - Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Pietro fuori le mura. Fondata secondo la leggenda da Romolo e Remo nel 753 a. C., la città di Roma è stata, in primo luogo, il centro della Repubblica romana, poi dell'Impero romano e, infine, del mondo cristiano nel IV secolo. Il sito del patrimonio mondiale, esteso nel 1990 fino alle mura di Urbano VIII, comprende alcuni dei principali monumenti dell'Antichità, come il mausoleo di Augusto, il mausoleo di Adriano, il Pantheon, la colonna di Marco Aurelio e gli edifici religiosi e civili della Roma papale. 1999 - Villa Adriana a Tivoli. Questo eccezionale complesso di edifici classici, creato nel II secolo d.C. dall'imperatore Adriano, riproduce i migliori elementi della cultura egizia, greca e romana, sotto forma di "Città ideale". 2001 - Villa d'Este a Tivoli, con il suo palazzo e giardino, è una testimonianza chiara e completa della più raffinata cultura rinascimentale. Grazie alla sua concezione innovativa e alla genialità delle opere architettoniche del suo giardino (fontane, bacini, ecc.), la Villa d'Este è un esempio unico di giardino italiano del XVI secolo. La Villa, uno dei primi "giardini delle meraviglie", è stata subito presa a modello per la costruzione dei giardini in Europa.