La Regione stanzia 975mila euro per la realizzazione della struttura Concetta Schiariti Ricadi È un sogno che si realizza il Museo paleontologico di Ricadi. Che per la vastità dei materiali da ospitare sarà il più grande della Calabria e tra i più importanti del Mediterraneo. Il progetto è stato presentato, con grande soddisfazione del padrone di casa, il sindaco Domenico Laria, martedì sera nella sala consiliare del Municipio. Alla presenza del Soprintendente ai Beni Archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi, si sono dati appuntamento numerosi studiosi, ricercatori e, soprattutto, il Gruppo paleontologico tropeano. Che da oltre 20 anni ha lavorato, instancabilmente, affinchè si concretizzasse questa inedita opportunità di crescita culturale per l'intera Costa degli Dei. «Il Museo ha detto il sindaco Laria rientra in un progetto di valorizzazione del territorio che include, collegandoli in rete, l'anfiteatro della Torre Marrana, la stazione biologica di Capo Vaticano, il Parco marino e il Naturale di Capo Vaticano e il Parco di Torre Marrana. Abbiamo fatto una scommessa culturale e, oggi, posso affermare che l'abbiamo vinta». I lavori saranno affidati alla ditta già dalla prossima settimana e sono stati finanziati con fondi regionali, dall'assessorato ai Lavori pubblici, per un importo di 275mila euro, e dall'assessorato all'Urbanistica con un finanziamento di 700mila euro. Grande plauso all'operazione è giunto dal soprintendente Bonomi che ha affermato: «Capo Vaticano evoca tesori di grandi bellezze. Questa è una zona che ospita importanti reperti che, grazie al Gruppo paleontologico e alla cooperazioni tra Istituzioni e Università, rappresenterà il luogo in cui sarà custodito il materiale più importante della Regione». Del resto il territorio della Costa degli Dei e tutta l'area del promontorio del Monte Poro sono conosciuti e apprezzati, nel mondo scientifico, per le loro ricchezze geo-paleontologiche fin dal XIX secolo. «Negli anni ha dichiarato Pino Carone del Gruppo paleontologico la mancanza di un luogo idoneo dove ospitare questi importanti reperti ha comportato il continuo trasferimento presso altri musei». Non a caso, lo scheletro di Sirenide, rinvenuto nel 1970 a Santa Domenica di Ricadi e ritenuto uno dei fossili più importanti d'Italia, oggi è conservato al Museo Paleontologico di Napoli. Stessa sorte, anche, per la mandibola di Mastodonte di 7 milioni di anni fa che è esposta nel Dipartimento di scienze della terra dell'Università di Ferrara. Così, consapevoli di questa immensa ricchezza e armati di tanta passione, gli studiosi del Gruppo paleontologico, sostenuti da colleghi nazionali e internazionali, hanno recuperato una quantità rilevante di altrettanto materiale. Da esporre e custodire nel futuro Museo che sarà, così, proiettato oltre i confini regionali, in una prospettiva mediterranea. I reperti, interamente provenienti dalla provincia di Vibo Valentia, coprono un arco temporale di 10 milioni di anni, da Miocene medio fino al Quaternario. Sono costituiti da vertebrati e invertebrati fossili marini e terrestri. «Oggi ha dichiarato Pino Carone, che dal 1995 lavora in collaborazione con la Soprintendenza per concretizzare questo sogno è un giorno di grande felicità. Il Museo sarà una valida opportunità di aggregazione e di identità per la comunità e uno straordinario elemento di valenza turistica e sociale per tutta la Provincia». Presenti per dare il proprio sostegno, anche, l'assessore provinciale alla Cultura, Michele Mirabello, e il consigliere provinciale Gianfranco La Torre.
RICADI - Il Museo paleontologico diventa realtà
La Regione della Calabria ha stanziato 975mila euro per la realizzazione del Museo paleontologico di Ricadi. Il progetto, che sarà il più grande della Calabria e tra i più importanti del Mediterraneo, è stato presentato al sindaco Domenico Laria. Il museo avrà una vasta collezione di reperti paleontologici, tra cui scheletri di mammiferi e invertebrati fossili marini e terrestri, provenienti dalla provincia di Vibo Valentia. I lavori saranno affidati a una ditta dalla prossima settimana e sono stati finanziati con fondi regionali e provinciali.
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