La modifica sul file sharing non va fatta. Le dichiarazioni rilasciate ieri su ".com" dall'on. Gabriella Carlucci di Forza Italia, relatrice delle modifiche alla Legge Urbani ha scatenato una levata di scudi. «Noi le contestiamo e chiediamo di emendarle» ha dichiarato il direttore generale di Fimi, Enzo Mazza. Le tre modifiche rappresenterebbero un passo indietro? Noi ci focalizziamo su una delle tre modifiche. Su due siamo abbastanza neutrali (l'abolizione del bollino e del prelievo del 3 sui masterizzatori, ndr). Quello che ci preoccupa molto è quel cambiamento del "fine di profitto" di nuovo in "a scopo di lucro" nel momento in cui si sono mostrati i primi effetti di questo decreto Urbani con un calo del 35-40 del file sharing illecito. Quindi nel momento in cui questa legge approvata ha mostrato dei segnali si vuole fare marcia indietro. Quando in America e in altri Paesi si sta andando verso un giro di vite sul file sharing... Esatto, mentre in altri Paesi si va nel senso esattamente opposto, cioè in linea con quello che aveva fatto l'Italia approvando questa legge. E' il passo del gambero che calpesta il diritto d'autore? Certo sul fronte internet si arriva all'impunibilità di determinati comportamenti che invece non sono assolutamente assimilabili alla copia personale. Il file sharing aggredisce il mercato? Il file sharing cresce di pari passo con la banda larga. E anche lì ci preoccupa un po' questo comportamento ormai chiaro delle società di telecomunicazioni che vedono ingrassare i loro bilanci con la banda larga e ammiccano in qualche maniera anche all'uso del file sharing con delle campagne pubblicitarie spesso che sono di dubbia interpretazione. Quindi sì questo fenomeno si sta aggravando. La pirateria in Italia è già un fenomeno grave sul fronte tradizionale: abbiamo una delle migliori leggi al mondo contro la pirateria ma la sua applicazione spesso fa acqua da tutte le parti, soprattutto in questi giorni assistiamo, come avviene tutte le estati, a alcune stazioni balneari dove c'è un'efficace azione deterrente contro la vendita abusiva e in altre dove invece addirittura i titolari di bagni collaborano coi venditori abusivi in questo commercio illegale senza che ci sia un'adeguata azione di contrasto. Se a questo che è già il 25 del mercato sommiamo il fenomeno del file sharing è ovvio che ci troveremmo in una situazione particolare per l'Italia in cui avremmo da un lato la pirateria tradizionale dall'altra la pirateria on line che schiaccerebbero definitivamente tra l'altro anche la crescita di quell'offerta legale in internet che si sta sviluppando. C'è pericolo che questa offerta legale on line non decolli? Come potrebbe decollare l'offerta legale on line se il file sharing fosse in qualche maniera liberalizzato? Le piattaforme distributive, anche italiane che stanno nascendo pensiamo a Vitaminic, a Tiscali, a Messagerie musicali e alla stessa piattaforma che ha lanciato la Rai, rischiamo di ucciderle nella culla liberalizzando il downloading selvaggio della Rete. Il file sharing è un fenomeno solo dei giovanissimi che non hanno la possibilità di acquistare i cd? Intanto non ci sono dati precisi. L'onorevole Carlucci fa riferimento ad alcune statistiche, ma ce ne sono altre che dimostrano invece che c'è una grave riduzione nelle vendite proprio in quelle aree dove il file sharing è più forte. Quindi è vero che ci sono ragazzi che non comprano ma è anche vero che ci sono ragazzi che compravano e che non comprano più. C'è l'area degli acquirenti dischi più forte, tra i 25 e i 35 anni, che il file sharing sta riducendo perché quelli che scaricano non sono solo i ragazzini di diciassette anni che poi sono i consumatori forti di suonerie per cellulari e di mms, della serie stanno semplicemente spendendo i soldi da un'altra parte. La legge Urbani quindi non va modificata? Noi non stiamo cercando di avere delle leggi che colpiscano quello che scarica saltuariamente un brano musicale. L'obiettivo è di colpire coloro che fanno questa attività in maniera sistematica. Noi abbiamo dati che dicono che a livello mondiale ci sono più di 800 milioni di file contemporaneamente disponibili a qualsiasi ora del giorno, quindi può pensare che se ci sono Paesi che combattono questo fenomeno in maniera meno efficace ovviamente avremo problemi molto grossi. Mi auguro di non dover ridire quella battuta che ho detto quando era in discussione la prima versione del decreto Urbani, cioè che arrivano alle elezioni con lo slogan «Musica gratis per tutti».