Le strip archeologiche del Gatto Cicerone La collana diretta da Stella Equini Schneider docente di Archeologia alla Sapienza Un album di 90 pagine con tavole trasparenti per vedere come erano i monumenti Roma, un kolossal a fumetti Cè il Foro in technicolor che - come allora - brulica di vita, di avvocati e testimoni fasulli da affittare. E si vede il Circo Massimo dei primati. E il Campidoglio, testa e cuore di Roma. Del Colosseo dei gladiatori e delle stragi si mostra la mappa, se ne danno nel dettaglio le misure, si raccontano comerano organizzati i suoi 70 mila posti, e si racconta della flotta dei marinai che - stendendo ad arte il suo sterminato apparato di vele - proteggeva tutti dal solleone. Fumettando fumettando, sincontrano - in un flash back - anche Romolo Remo. E Cesare con i suoi assassini, e gli imperatori, e le Vestali con tutti i loro sacrosanti obblighi e, pure, la Suburra malandrina dei miserabili. Tranquilli, però, è un viaggio leggero, questo: tutto a fumetti. Ed eccolo, subito, il protagonista: «Quanno cè bisogno de da 'na zampa, Cicerone nun se tira mai indietro: ve farò io da guida e cercherò de parla - . ehm...- parlare bene». Così si presenta, già nella prima pagina, il Gatto Cicerone, un sorianone, "romano de Roma", che la sa lunga, parla al lettore con un romanesco allamatriciana e che, a prima vista, ricorda un po il Gambadilegno di Disney. A lui è affidato un gran bel compito, serissimo: far da guida - da "cicerone", appunto - allarcheologia e alla vita quotidiana della Città Eterna. «Roma Antica a fumetti» si chiama questalbum di 90 pagine che più fumettate e colorate non si può. E la prima pubblicazione che osa raccontare Roma così: scherzando e ridendo ce la mette tutta per affascinare soprattutto i ragazzi dagli otto ai 14 anni. E ci riesce, catturando però anche chi i 14 anni non li ha più. E a pagina 9 la prima delle sorprese che fanno unica questa pubblicazione: è la tavola trasparente che, sovrapponendosi al Colosseo comè oggi, te lo mostra comera allora, quando tutta la città ci passava intere giornate, ubriacandosi di sangue. Di tavole così ce ne sono assai: un altro foglio di pvc, sovrapponendosi, completa i ruderi del Foro, un altro ancora affolla le Terme di Caracalla dei suoi decori e dei suoi bagnanti. Sempre con integrazioni depoca ben disegnate in translucido colorato - che si sovrappongono a foto di oggi - anche il Pantheon riacquista tutti i suoi fregi e le sue sculture, e i Mercati Traianei le sue botteghe. Effetti speciali - semplici e geniali - che restituiscono fasto e vita alle nostre antiche pietre. Leditore è infatti la Vision, casa editrice romana creata da Arrigo Equini, architetto e, soprattutto, scenografo di successo il quale - giusto mezzo secolo fa: nel 1959, ai tempi della Hollywood sul Tevere e dei kolossal in costume - a forza di preparare ambientazioni depoca, presentar bozzetti, maquettes e story board per i film peplum che man mano gli erano affidati, si fece venir lidea - e, nel 1973, brevettò - questo metodo di integrare con disegni ben fatti e scientificamente corretti, le mille rovine eccellenti del nostro grande passato archeologico. Allinizio vennero usati i disegnatori di Cinecittà sotto la supervisione di veri antichisti. Fu subito un successo. Rivedere vive, vere e fastose Roma, Pompei, Ostia. Da allora - e sempre con quella stessa formula magica di Equini (ruderi sotto, e pvc sovrapponibile a integrare quel che i secoli hanno portato via) - i titoli della Vision son diventati 40 con tre milioni di copie vendute. Proprio tavole realizzate con questa tecnica - che funziona a meraviglia ancora oggi che, ormai, fa da preistoria a tutto il virtuale arrivato in seguito - ritmano la «Roma Antica a fumetti», firmata da Federico Schneider, nipote di Equini e autore dei testi con Maurilio Tavormina, il fumettaro che li ha resi un racconto allegro. E il loro Gatto Cicerone che man mano si prende la briga di spiegarci gli Antichi Romani che man mano sincontrano leggendo. Uno dei primi è il «lanista», superboss di ogni gioco circense. Ed è sempre il Gattone a raccontarci che «in tutto limpero romano ce stavano più di 100 scuole gladiatorie ed ognuna caveva er suo "lanista" che amministrava, faceva allena i gladiatori e se occupava degli ingaggi». Poi il Supergatto si atteggia addirittura a far luomo di Vitruvio: sincastra in un tondo, ma soltanto per spiegar meglio i segreti costruttive delle cupole romane più famose. Che il Gatto Cicerone la sappia così lunga e così bene è mistero spiegato in nota e in bibliografia: la collana è infatti diretta da Stella Equini Schneider, figlia dellinventore di questo procedimento di sovrapposizione e docente di Archeologia delle Province Romane a La Sapienza. E in bibliografia al libro, infine, compaiono i più bei nomi dellantichistica romana: da Coarelli a Staccioli, da Carcopino a Meyer.