Testo che misura lo spazio che equivale a 001 righe cartella. Testo che misura lo spazio che equivale a 002 righe cartella. Da assegnare 250 posti nei Gabinetti. Utili anche a risarcire i dirigenti tagliati Il neo assessore Mario Centorrino ha già scelto il capo dellufficio Sarà Nino Emanuele suo allievo alluniversità Miccichè ha chiesto al governatore di recuperare i fedelissimi che non sono stati confermati come direttori Una manovra che, alla fine, porterà alla nomina - per chiamata diretta - di almeno 250 burocrati. Un terzo di essi sarà prescelto fuori dallamministrazione. Tecnici, ma fedeli alla politica. Già, ma fedeli a chi? Raffaele Lombardo, di certo, una parola la spenderà su queste scelte. Lo fece già a giugno, in occasione del varo del secondo governo, quando nominò tre capi di gabinetto prima ancora di designare gli assessori. Ora, gli uomini del Lombardo-ter (ufficialmente non ancora decollato, in attesa dei decreti di conferimento delle deleghe) sono pronti ad accogliere i consigli del presidente. Ma hanno cominciato a muoversi autonomamente, in questi primi giorni dellanno. E lo hanno fatto soprattutto i due nuovi assessori, Pier Carmelo Russo e Mario Centorrino, tecnici non invisi al Pd. Centorrino ha individuato il suo capo di gabinetto: sarà Nino Emanuele, dirigente del servizio Gestione dellex assessorato al Lavoro. Un dirigente indicato come figura-chiave per lintero mondo della formazione professionale. Un ex allievo di Centorrino alluniversità di Messina, un nome non sgradito allarea cattolica del Pd. Russo, neo-assessore allEnergia, fa sapere di non avere ancora deciso chi nominerà a capo del proprio staff. «Cerco un tecnico del settore, come azzeccagarbugli basto io», scherza lex segretario generale di Palazzo dOrleans. Un nome gli è stato suggerito: quello di Giovanni Arnone, amico del capogruppo del Pd Antonello Cracolici, che il ruolo di capo di gabinetto lo aveva già svolto con lex assessore al Territorio Giuseppe Sorbello. Ma Russo nega che possa essere questa la soluzione. Anche perché gli assessori del Lombardo-ter si trovano tutti alle prese con un problema: lincertezza sulla durata di questo governo induce i dirigenti di aree o servizi a tenersi gli attuali incarichi - che hanno scadenze sicure - piuttosto che accettare cariche di nomina politica. Lombardo ha lesigenza di ricollocare in altre posizioni i dirigenti generali non confermati. Glielo ha chiesto Gianfranco Micciché, che si è visto tagliare burocrati di fiducia quali Michele Lonzi, Maurizio Agnese, Manlio Munafò. Ed è rimasta senza incarico anche Maria Antonietta Bullara, già capo dipartimento alla Sanità. Uno di questi dirigenti, Lonzi, potrebbe mettersi in pensione e fare il capo di gabinetto di Giambattista Bufardeci, passato allAgricoltura. Gli altri sono in corsa per ruoli analoghi o - ipotesi economicamente più conveniente - essere «recuperati» nei dipartimenti rimasti scoperti: la Ragioneria generale e lUrbanistica. Di sicuro, Nicola Leanza, che ha accettato suo malgrado lincarico di assessore al Lavoro, nominerà capo di gabinetto Gianni Silvia, finora vice ai Beni culturali. Gaetano Armao dovrebbe confermare Adelaide Spatafora (che lavorò con Dore Misuraca), Marco Venturi si avvarrà ancora di Anna Maria La Vecchia, Cimino non rinuncerà a Salvatore Sammartano, Massimo Russo lavorerà ancora con Giovanni Carapezza e Luigi Gentile rinnoverà il rapporto con Salvatore Falsone. Dovrebbe invece cambiare Caterina Chinnici, che probabilmente non confermerà Francesco Nicosia, burocrate di lungo corso che in passato aveva operato al fianco di Salvatore Cintola e Giovanni Ilarda. Fra uffici di gabinetto, uffici di segreteria tecnica, segreterie particolari e servizi di controllo strategico, alle dirette dipendenze di ogni assessore ci sono 25 persone. Organici ampi, seppur ridotti del 30 per cento con un provvedimento emanato dal governo Cuffaro. Sono posti che fanno gola. Nelle strutture più vicine agli assessori si lavora senza guardare lorologio. Ma non cè lobbligo, per i funzionari di staff, di passare il badge per la registrazione delle presenze. E ci sono le indennità aggiuntive. Un dirigente di terza fascia assunto in un ufficio di gabinetto gode di una parte fondamentale annua di 41.807 euro, di unindennità di posizione pari a 7.747 euro e di una parte variabile che ammonta a 23.500 euro. Significa che un dirigente «esterno» di uno staff guadagna almeno 70 mila euro annui. Cifra lorda. Il funzionario di area D inquadrato in un ufficio di gabinetto guadagna 42.304 euro contro uno stipendio di 25.512 euro dei suoi parigrado. Un istruttore (area C) percepisce 36.064 euro, a fronte dei 22.089 del collega che non lavora a stretto contatto con lassessore. Cifre a parte, quella che sta venendo su in questi giorni è una struttura che dovrà affrontare la sfida inedita rappresentata da un governo di minoranza. Con il Pd pronto a «infiltrare» i propri uomini nellamministrazione e il Pdl ufficialmente allopposizione. «Ben lieti di svolgere questo ruolo a mani libere», diceva ieri sera il coordinatore Giuseppe Castiglione. Che ora però invoca «una posizione chiara del comitato di presidenza del partito». E oggi Castiglione incontrerà Berlusconi: «Io di certo non mi tiro indietro. Sono altri a non credere più nel Pdl». Ed è lennesimo riferimento a Micciché.