Una cordata di compagnie: lo gestiamo noi, a costi più contenuti La sala è stata chiusa dalla Fondazione per fronteggiare i tagli romani I promotori Egri e Messina hanno già visto il sindaco: "Unipotesi che lo interessa" Riaprire il Piccolo Regio mettendo a punto un cartellone a prezzi popolari di musica, danza e teatro. Spettacoli che sarebbero prodotti e realizzati da diverse compagnie pronte a mettersi in cordata e a scommettere sulla possibilità che la sala, chiusa dalla Fondazione per mancanza di risorse, possa accogliere ancora stagioni di concerti, prosa e ballo. Compagnie che si stanno raccogliendo attorno a Susanna Egri, danzatrice, coreografa e maestra di danza, e Nuccio Messina, figura di spicco del mondo culturale cittadino, ex direttore del Teatro Stabile di Torino, oltre a quelli di Trieste e del Veneto. Si tratta di associazioni che considerano il Piccolo, con i suoi 380 posti, un teatro gestibile, soprattutto se in mano a compagnie private che, rispetto al pubblico, hanno margini di risparmio più ampi. Ed in più considerano i torinesi come un pubblico che potrebbe rispondere ad una stagione con spettacoli a prezzi calmierati, popolari vista la crisi, e pensati anche per fasce diverse. Non è detto che un teatro debba vivere solo di sera. Ci sono le scuole, oppure si potrebbero studiare rassegne ad hoc, puntando sul teatro di ricerca e sperimentazione, una nicchia che permetterebbe di tenere aperte le porte che si affacciano sulla galleria Tamagno il pomeriggio. Insomma, gli esempi, nella storia culturale della città, non mancano, ad iniziare da Settembre Musica, rassegna che ha condizionato numerosi pomeriggi di fine estate dei torinesi. Susanna Egri e Nuccio Messina stanno cercando di mettere insieme queste diverse forze per presentare un pacchetto organico e raggiungere lobiettivo, in collaborazione con gli enti locali e con la Fondazione Teatro Regio. Egri e Messina, circa un mese fa, hanno incontrato il sindaco Sergio Chiamparino per capire se il progetto, finalizzato alla riapertura del Piccolo, potesse interessare al Comune. Il primo cittadino, che è anche presidente della Fondazione, si è mostrato interessato. In prospettiva si tratterebbe di un bellesempio di collaborazione pubblico-privato che risolverebbe un problema: la chiusura del Piccolo Regio, scelta dolorosa fatta dalla Fondazione a causa dei tagli imposti da Roma. E la gestione delle numerose sale sotto la Mole sta diventando una spina nel fianco. Anche il Teatro Vittoria, in mano allo Stabile, non ha più una stagione. Gli addetti del Regio vogliono la riapertura del Piccolo: un gruppo di professori dellorchestra è disponibile per non privare i torinesi della sala, mettendo a punto concerti e spettacoli. «Qualunque iniziativa che permetta di sfruttare la sala al meglio è ben accetta - sottolinea Piero Gabriele, funzionario della Cgil che segue il Regio - purtroppo la scelta dellente lirico di non prevedere una stagione al Piccolo è stata dettata dalle ristrettezze di bilancio per i tagli del governo. Anche la possibilità minima di riaprire uno spazio chiuso deve essere perseguita e sarebbe un bel segnale». La riforma Bondi degli enti lirici, ormai in dirittura di arrivo, non sembra portare nulla di buono per i teatri dellopera, però i dipendenti ci credono. «Stiamo mettendo a punto un programma - dice Giulio Arpinati, violoncellista e delegato delle Rsu - ci confronteremo con il sovrintendente Vergnano per capire quali sono gli spazi. Non abbiamo ancora del tutto superato la nottata, ma le manovre fatte, anche con il contributo dei dipendenti in tutti i settori, sembrano aver dato frutti». Disponibili a collaborare anche con Messina? «Se il progetto è interessante, se ci sono sponsor pronti ad intervenire - aggiunge Arpinati - perché rifiutarsi?».