Pompei. "Per la rimozione, la quale rende inaccessibile e contemporaneamente conserva qualche cosa di psichico, non vi è in realtà analogia migliore del destino subìto da Pompei, che è stata sepolta ed è ritornata alla luce ad opera della vanga" (Sigmund Freud, 1906, Gradiva). Il fascino misterioso della Pompei distrutta dal Vesuvio, conservata da cenere e lapilli per più di milleottocento anni, rapì, anche, la mente di Freud tanto da citarla nei suoi studi sulla teoria della rimozione. Molti hanno subito il fascino delle antichità di Pompei, scrittori, pittori, registi ed ecco, perché, il sindaco Claudio D'Alessio ha voluto mettere in mostra "un lato sconosciuto della città che rappresenta". Dal 1860 al 2009 la Pompei inedita sarà in vetrina al secondo piano dello storico edificio "De Fusco", ieri dimora del beato Bartolo Longo, fondatore della città nuova, e della moglie, la contessa Marianna Farnararo. È in questo arco di tempo, infatti, che da una parte cresce il sito archeologico e dall'altra nasce e si sviluppa il polo religioso attorno al santuario. Tra i cinque milioni di turisti e i pellegrini, provenienti da ogni parte del mondo, vi sono numerosi scrittori, artisti e giornalisti che narrano il loro viaggio e descrivono la città. Quella reale sentita come patrimonio dell'umanità e quella plurisimbolica dell'immaginario collettivo: antico e moderno; distruzione e costruzione; le ceneri e la rinascita dalle ceneri; Venere e Maria, la città sacra e il dialogo tra le religioni; la città della pace in un mondo in guerra; la città della solidarietà e dell'accoglienza. Fotografie, versi, la magia e il mistero catturati da una cinepresa saranno messi a disposizione dei "viaggiatori a Pompei". La città sepolta vista da Ludovico di Baviera, da Picasso e da Paul Getty. L'unione tra la città archeologica e quella sacra con l'arrivo di Papa Giovanni Paolo II che, con l'elicottero Pontificio, atterrò nell'Anfiteatro, gesto simbolico che sancì l'armonia tra le due realtà. Il progetto museale, denominato "Pompei Gran Tour", vuole tracciare "l'identikit e i sentimenti del viaggiatore tipo", come spiega il sindaco D'Alessio. "Il progetto, approvato dalla giunta, precisa il primo cittadino - descrive ai visitatori la città antica e quella moderna attraverso i racconti, le immagine e i dipinti di visitatori illustri quali Freud, Picasso, Getty e i Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI". Il museo sarà allestito al secondo piano della casa comunale, attualmente occupata dagli uffici finanziari dell'ente, i quali saranno trasferiti nell'edificio di piazza Schettini, adiacente al comando della polizia municipale. "Pompei fonda la propria economia sul turismo culturale - evidenzia il sindaco - che richiede di essere rilanciato con interventi strutturali, capaci di attrarre i visitatori del sito archeologico e di invitarli nella città nuova con un'offerta stabile di opportunità interessanti come il museo del Grand Tour".