UN ESPOSTO di Italia Nostra alla Procura. E ' partito ieri per denunciare la frammentazione e ristrutturazione delle Cascine dì Tavola, complesso rurale con edifici agrari fatti costruire da Lorenzo il Magnifico nel 1477 (prima ancora della vicina Villa medicea di Poggio a Caiano) aldilà del fiume Ombrone. L'area risulta vincolata dal '94 e in parte appartiene al Comune di Prato che ha acquistato 31 ettari per realizzarvi un parco pubblico. I restanti 20 ettari sono invece di proprietà della società Agrifina che, secondo un progetto di recupero di una quindicina di anni fa - riveduto, corretto e infine approvato dall'amministrazione e dalla soprintendenza nel '98 e quindi 2004- dovrebbe realizzare nell'antico corpo laurenziano delle Cascine una settantina di appartamenti, oltre ad un albergo-residence in un edificio del 1920. «E' un attentato ad un complesso storico e architettonico unico, si stravolge un luogo laurenziano per eccellenza che comprende anche !a vicina Villa di Poggio a Caiano» accusa Italia Nostra. Un progetto correggibile, invece, secondo il parere del neoassesore all'urbanistica di Prato Stefano Ciuoffo: «La Commissione edilizia ha previsto già uri piano di ristrutturazione, a cui si sono aggiunte prescrizioni da discutere con la proprietà Agrifìna, per ridurre il numero di abitazioni e mantenere l'unitarietà degli spazi esterni». L'incontro tra le parti in causa è previsto nei prossimi giorni.
Prato. Esposto di Italia Nostra contro la ristrutturazione delle Cascine di Tavola
L'esperto di Italia Nostra ha denunciato la frammentazione e la ristrutturazione delle Cascine dì Tavola, un complesso rurale costruito da Lorenzo il Magnifico nel 1477. L'area è vincolata dal 1994 e parte appartiene al Comune di Prato, che ha acquistato 31 ettari per realizzare un parco pubblico. I restanti 20 ettari sono di proprietà di Agrifina, che ha un progetto di recupero di 15 anni fa, approvato nel 2004, per realizzare 70 appartamenti e un albergo-residence in un edificio del 1920. L'esperto considera questo progetto come un attentato ad un complesso storico e architettonico unico.
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