E a Porto Ercole si cercano i resti PORTO ERCOLE. È iniziato in anticipo l'anno dedicato al Caravaggio in quel di Porto Ercole dove si dice che finì i suoi giorni povero e fuggitivo, il 16 luglio del 1610. Già, i si dice. Potrebbero sparire presto. Dai primi di dicembre un'équipe di studiosi è all'opera per stabilire se i resti del "pittore maledetto" si trovano davvero a Porto Ercole. Un lavoro che prende le mosse non tanto dalle leggende, quanto da un atto di morte trovato qualche decennio fa che attesta come Caravaggio perì in uno "spedale" portecolese. E, siccome all'epoca i forestieri venivano sepolti nel cimitero di S. Sebastiano, gli scavi sono iniziati proprio da lì. E gli esperti hanno già recuperato delle ossa craniche che sono state trasportate a Ravenna per il recupero del dna che dovrà poi essere comparato con quello di un discendente in linea non diretta, dal momento che Michelangelo Merisi non ha avuto figli. L'operazione è seguita da un apposito comitato composto dal presidente del comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici, artistici e culturali, Silvano Vinceti e da Josè Manuel Del Rio Carrasco, sottosegretario della commissione pontificia per i beni culturali della Chiesa. Presenza che testimonia un riavvicinamento della Chiesa stessa a Caravaggio che fu condannato a morte da Papa Paolo V. (Paola Tana)
PORTO ERCOLE. Trovato un teschio, sarà quello del pittore maledetto?
Un'équipe di studiosi sta cercando i resti di Caravaggio a Porto Ercole, in Toscana. L'operazione è basata su un atto di morte trovato alcuni decenni fa che attesta la morte del pittore in uno "spedale" portecolese. Gli scavi sono iniziati nel cimitero di S. Sebastiano, dove i forestieri venivano sepolti all'epoca. Gli esperti hanno già recuperato delle ossa craniche che sono state trasportate a Ravenna per il recupero del dna. L'operazione è seguita da un comitato composto da esperti e funzionari della Chiesa, che testimoniano un riavvicinamento della Chiesa a Caravaggio.
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