La vicenda Il 10 febbraio 2000 Repubblica scrisse: «Dopo quarantanni si torna a costruire sulle colline di Firenze». Larticolo annunciava la decisione della giunta comunale guidata dal sindaco Leonardo Domenici di rilasciare una concessione edilizia per la costruzione a San Domenico di una casa di riposo per anziani. Lassessore allurbanistica Gianni Biagi dichiarò: «Beh, non è proprio una zona pregiata, in fondo è quasi una buca». Il rilascio della concessione giunse dopo una durissima battaglia sulla tutela delle colline. Il vecchio piano regolatore aveva destinato quellarea ad attrezzature sanitarie. Nel 92 la Regione disse sì al progetto di una casa di riposo. Ma nel 93 lurbanista Marcello Vittorini, incaricato della revisione del piano regolatore dal sindaco Giorgio Morales, disegnò il parco delle colline e cancellò tutte le previsioni edilizie, inclusa quella di San Domenico. La giunta Primicerio confermò lazzeramento, ma la Regione nel 97 ribadì la destinazione di quellarea ad attrezzature sanitarie e nel 2000, di fronte alla resistenza del Comune, nominò un commissario ad acta che rilasciò la concessione edilizia. Il che, nonostante la fiera opposizione del consigliere Vincenzo Esposito, indusse il consiglio comunale ad approvare una convenzione per la casa di riposo. Nel 2006 venne proposta una istanza di rinnovo della concessione edilizia e intervenne la nuova proprietà Prosperius, con un progetto ben chiaro: trasformare la casa di riposo in un polo sanitario e ospedaliero in cui concentrare le attività del gruppo. Un progetto da realizzare al più presto, tanto che - secondo le accuse - il professor Bigazzi decise di dare il via ai lavori della nuova struttura prima di aver ottenuto i permessi dal Comune e dalla Soprintendenza, prima di aver stipulato una convenzione per le nuove e diverse attività, e senza una adeguata valutazione di impatto ambientale, ordinando un enorme scavo della collina che gli è costato il blocco del cantiere, che dura ormai da due anni.