Porte ancora chiuse invece a Liternum. Mentre c'è chi sogna che il foro archeologico diventi il simbolo dello sviluppo turistico e culturale, a causa delle piogge e dell'incuria i residenti di lago Patria hanno dovuto rinunciare alla passeggiata nei viottoli creati a ridosso del sito archeologico dove visse Scipione l'Africano nel 194 a.C. L'innalzamento del livello del lago, legato ad un antico problema della foce, ha ingoiato gli interventi completati ad aprile scorso. Da un disagio all'altro, insomma. In più, il terzo lotto di lavori per la realizzazione del «Parco archeologico» - avviati su progetto del Comune di Giugliano in accordo con la Soprintendenza di Napoli - resta bloccato in attesa di un parere della Soprintendenza. In queste condizioni e con le piogge continue di questo periodo, resta difficile far decollare anche i progetti di visite guidate per le scolaresche promossa dalla Pro Loco litorale Domitio, a cui l'amministrazione ha affidato la gestione del sito. Per poter riaprire il parco al pubblico, infatti, bisognerebbe eliminare le tracce di pantani e degrado. Erbacce alte, lampade divelte e, persino, il pascolo di almeno tre caprette e di un cavallo, di proprietà delle famiglie di abusivi che occupano ancora le case destinate alla demolizione. Quello di Liternum, insomma, resta un cantiere aperto dopo che i primi due interventi sono stati completati a marzo scorso. Il degrado ha ripreso il sopravvento anche per il balletto di competenze tra enti. «L'area di Liternum è stata inserita tra quelle che dovranno essere trasferite dalla Provincia alla Regione e si prospettano tempi biblici per vedere affrontata la questione. Ma per il momento mancano ancora le risorse», spiega il sindaco Giovanni Pianese. Nel frattempo, il Comune ha affidato lo spazio di sua competenza alla Proloco. Si tratta di una soluzione temporanea: solo i giardini sono del Comune, gli scavi restano sotto la competenza della Soprintendenza, mentre la proprietà sta per passare dalla Provincia alla Regione.
CAMPANIA - Il caso. Allagata e inaccessibile Liternum, Cenerentola dei siti flegrei.
Il foro archeologico di Liternum, dove visse Scipione l'Africano nel 194 a.C., è stato inghiottito dalle piogge e dall'incuria. L'innalzamento del livello del lago, legato ad un problema della foce, ha ingoiato gli interventi completati ad aprile scorso. Il terzo lotto di lavori per la realizzazione del Parco archeologico è bloccato in attesa di un parere della Soprintendenza. I progetti di visite guidate per le scolaresche sono stati fermati a causa del degrado del sito. Per poter riaprire il parco al pubblico, bisognerebbe eliminare le tracce di pantani e degrado.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo