«IL GOVERNO è un bene culturale?», si chiede con una battuta Gianni Letta (riferendosi al gran daffare di questi giorni sulla "conservazione" e "valorizzazione" di un simile bene), mentre interviene all'assemblea di Civita. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è stato uno dei fondatori di questa associazione culturale (nel 1987), il cui fine istituzionale è di incrementare i rapporti tra economia e cultura, con iniziative che oltre ad eventi espositivi e interventi di restauro prevedono anche la creazione di "distretti culturali". Pur nel bilancio positivo di tante iniziative - di cui proprio Civita è costante punto di riferimento(con 112 associati al 31 dicembre del 2003)-si stenta ancora a far decollare nel nostro paese un "sistema" che renda concretamente produttiva la cosiddetta "industria" del turismo culturale (8 per cento della ricchezza nazionale e otto milioni di addetti). «In una situazione complessa, se non critica -avverte il sottosegretario Letta -, mentre si chiede giustamente al governo un contributo che inneschi opportune sinergie, per valorizzare progetti senza limitare autonomie gestionali, si tratta di attuare un'efficiente organizzazione che agevoli appunto un'azione di sistema. Proprio potenziando il lavoro e il messaggio di Civita, che ha aperto una strada, sarà possibile recuperare e vincere la sfida, non solo per turismo e beni culturali, ma per il nostro paese nel suo insieme». Sfida riassunta dal presidente dell'Associazione, Antonio Maccanico, nell'esigenza di «fare dell'Italia il primo paese turistico del mondo», incrementando iniziative del tipo dei "distretti culturali" che stanno avendo sempre più diffusione (ultimamente anche in Calabria, con sei progetti). «Il fatto di gestire 78 musei in Italia, può essere un riscontro di come coniugare l'economia con la cultura», spiega il segretario generale di Civita, Gianfranco Imperatori, il quale parla di "capitalismo immateriale", per l'impresa che diventa cultura e viceversa, come agente del cambiamento. Si muove in questa direzione anche il sesto rapporto di Civita, all'insegna di "Cultura in gioco" (che verrà presentato giovedì pomeriggio in Campidoglio, ai Musei Capitolini). Riguarda le "nuove frontiere" del sistema museale in relazione alla didattica, oltre che all'industria culturale, nel tempo dell'interattività. E' quel che gli americani (pur non cosi ricchi, quanto noi, di patrimonio storico e artistico) chiamano "edutainment", nel miscuglio di "education" e "entertainment": dove la didattica si avvale delle nuove tecnologie. «Un museo che voglia rispettare la propria missione didattica e diventare competitivo sul mercato dell'industria culturale - si afferma nel rapporto di Civita - non può trascurare questi cambiamenti, ma deve individuare e sperimentare nuovi modi per coinvolgere e attrarre il pubblico».
Beni Culturali. Gianni Letta all'assemblea di Civita. Per far rendere l'arte ci vuole un "sistema"
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha parlato di "bene culturale" il governo, in riferimento alle iniziative di conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Letta ha sottolineato l'importanza di un'efficiente organizzazione per valorizzare progetti culturali e agevolare l'azione di sistema. Ha anche menzionato l'Associazione Civita, che ha aperto una strada per il turismo culturale e per la valorizzazione dei beni culturali. Il presidente dell'Associazione, Antonio Maccanico, ha espresso l'esigenza di fare dell'Italia il primo paese turistico del mondo, incrementando iniziative del tipo dei "distretti culturali".
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