Non è finito, e già cresce, Il Museo del Novecento si allarga dall'Arengario a Palazzo Reale e «sfratta» la Soprintendenza ai beni architettonici: una parte delle collezioni sarà ospitata al secondo piano del Broletto vecchio, nelle sale collegate al blocco centrale del percorso espositivo, Letizia Moratti ha chiesto al soprintendente Alberto Artioli di traslocare, presto, da piazza Duomo al Castello Sforzesco: gli uffici del ministero continueranno a pagare l'affitto allo stesso padrone di casa, il Comune, in attesa del trasferimento definitivo a Palazzo Litta. Il nuovo Museo di piazza Duomo sarà inaugurato il 18 novembre e dunque non c'è tempo per discutere altre opzioni: il «ponte» tra l'Arengario e Palazzo Reale è cruciale per dare ai turisti un'offerta integrata, tra collezioni fisse e mostre temporanee. Il cantiere del Museo del Novecento è aperto dal 2007 e la data di fine lavori è già stata spostata avanti di un anno, dal Natale 2009 alla fine del 2010 (costo: 30 milioni di euro). Il progetto è firmato dall'architetto Italo Rota: 400 opere su oltre 3 mila metri quadri e una scala elicoidale come spina dorsale dell'edificio. Dal basso, salendo, s'incontreranno «Il Quarto Stato» di Pellizza da Volpedo, poi Balla, De Chirico e Modigliani, fino al soffitto «tagliato» da Lucio Fontana.