MILANO -Non tutti lo sanno e qualcuno lo dimentica, ma anche Milano ha il suo Colosseo (non visibile, però): un anfiteatro ciclopico, tra i maggiori dell'Impero di Occidente, i cui resti riposano nell'area compresa tra via De Amicis, via Arena e Conca del Naviglio. Una zona centrale, ma che in epoca romana si trovava fuori cinta, nelle vicinanze della Porta Ticinensis. In questa area è stato creato un parco archeologico definito Parco dell'Anfiteatro Romano, comprendente un Antiquarium dedicato all'archeologa Alda Levi, grande studiosa oggi quasi dimenticata. Parco e Antiquarium sono stati inaugurati ieri dal vicesindaco Riccardo De Cerato e dalla direttrice dello stesso museo, Anna Ceresa Mori. E già oggi il parco - 11.500 metri quadri -aprirà al pubblico con l'orario 9.30-19. La rinascita di questo importante angolo di Milano prende le mosse da un accordo stipulato nel '98 tra il Comune, proprietario del complesso, e la Soprintendenza ai Beni archeologici della Lombardia. Il Parco e l'Antiquarium sono stati realizzati interamente dal ministero per i Beni culturali con i Fondi Lotto (uno stanziamento di 1 milione 800 mila euro). «Oggi -ha detto De Corata a proposito del Parco dell'Anfiteatro Romano -possiamo donare ai milanesi un altro spazio verde in pieno centro, attrezzato e dotato di una importante valenza culturale. Uno spazio che si amplierà ulteriormente, perché il Comune sta acquisendo altre aree di proprietà privata». E a queste acquisizioni sono ovviamente molto interessati gli archeologi, giacché attorno all'anfiteatro c'è ancora molto da lavorare, se si pensa che, fra l'altro, sono da riportare alla luce quei tronconi di fondazioni che oggi fanno parte delle fondamenta degli edifici circostanti. In questo senso, c'è pieno accordo tra Comune e Soprintendenza. Impressionanti erano le misure dell'anfiteatro (una ricostruzione ideale è raffigurata in un tabellone all'interno dello stesso parco), che misurava 155 metri per 128, mentre l'arena interna si estendeva per una superficie di oltre tremila metri quadrati. Certo, una passeggiata nel parco mostra ben poco, salvo otto poderosi monconi della base dell'impianto. Ma offre l'opportunità di una riflessione su come Milano dev'essere stata in epoca romana, quando era capitale dell'Impero di Occidente. Chi volesse poi avere sotto lo sguardo il materiale archeologico minuto, può visitare l'Antiquarium. Qui troverà le testimonianze degli ultimi vent'anni di scavo nel sottosuolo della città. Due le sale a disposizione: nella prima, dedicata al quartiere in cui sorgeva l'anfiteatro, sono presentati 250 reperti. Nella seconda riservata all'edificio da spettacolo in sé, sono proposti circa 250 reperti provenienti dagli scavi nella stessa area. «L'Antiquarium e il Parco dell'anfiteatro ha scritto in un messaggio il ministro ai Beni culturali, Giuliano Urbani - renderanno più consapevoli i cittadini del passato storico di Milano. Per molti sarà una sorpresa». Infatti.